Lavoro: arriva la pagella per i dipendenti pubblici

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di Redazione 23 Maggio 2017 | 09:39

Via libera del governo alla riforma del pubblico impiego. Tra le novità introdotte al “Testo unico del pubblico impiego”, ci sono le nuove norme in materia di responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti, per accelerare e rendere effettiva l’azione disciplinare; il polo unico Inps per le visite fiscali; le modifiche alla valutazione delle performance dei dipendenti per ottimizzare la produttività del lavoro pubblico e di garantire efficienza e trasparenza della Pa.

I dipendenti che violano in modo grave e reiterato i codici di comportamento o per chi rende troppo poco, quindi avrà una valutazione negativa per tre anni di seguito, rischia il licenziamento. Salgono da 6 a 10 le ipotesi per il licenziamento, oltre alle false timbrature, le assenze ingiustificate, ci sono violazioni “gravi e reiterate” che se mantenute per almeno tre anni, il dipendente rischia il licenziamento.

Finalmente, si va verso l’esaurimento del precariato. Saranno assunti dal 2018 al 2020 i soggetti che hanno lavorato almeno tre anni degli ultimi otto anche in più di un’amministrazione. Inoltre il requisito dei tre anni potrà essere maturato entro il 31 dicembre 2017, non più come stabiliva prima la norma entro il 28 agosto 2015. Assunzione diretta per chi è vincitore di concorso, anche se in amministrazione diverse. Per tutti gli altri sarà necessario bandire un concorso con riserva dei posti.

Sul fronte delle visite fiscali, la competenza passa dalle Asl ai medici dell’Istituto di previdenza, con la creazione di un polo unico per pubblico e privato. Decreti attuativi garantiranno poi un’armonizzazione delle fasce orarie di reperibilità e dei criteri per una “cadenza sistematica e ripetitiva”.

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