Tempesta sulle banche venete: ecco i risparmiatori che ci rimettono

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di Redazione 26 Giugno 2017 | 08:23

Approvato dal Consiglio dei ministri il decreto legge per il salvataggio di Veneto Banca e Popolare Vicenza. L’importo complessivo messo in campo, spiega il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, è di 17 miliardi, anche se l’esborso immediato nei confronti di Intesa, che ne rileverà le parti “sane”, ammonta a 5,2 miliardi. Le cifre non impattano sui saldi di finanza pubblica, ha spiegato, perché sono già incorporate nel cosidetto decreto salva-banche.

Ma cosa succede ora a risparmiatori, azionisti, obbligazionisti e mutuatari? Con l’intervento del Governo, prima di tutto, è stato scongiurato il caso di un intervento “doloroso” sui correntisti con somme depositate sopra i 100mila euro.

Nel caso di prestiti per l’acquisto dell’abitazione, non ci sono rischi. Si tratta di crediti che vengono “assunti” da Banca Intesa, che comprerà la parte buona degli istituti svuotati dai loro crediti deteriorati. D’ora in poi quindi la rata invece di essere pagata a una delle due banche venete sarà liquidata in favore di Intesa. Diverso il caso di crediti non più esigibili o “difficili”: gli asset deteriorati confluiranno in una bad bank che verrà presa in carico dalla Stato che cercherà di andare verso la loro liquidazione.

Chi ha acquistato negli anni azioni delle due banche venete di fatto ha già visto il loro valore azzerato. Come tutti gli investimenti in Borsa, quelli azionari sono sempre i più rischiosi. Complessivamente, gli azionisti di Veneto Banca sono 88mila e quelli di Popolare Vicenza 111mila. Tra i possessori di obbligazioni bisogna invece distinguere tra chi ha in portafoglio i titoli “senior” e chi ne ha di “subordinati“. Le obbligazioni senior non vengono toccati dalle manovre di salvataggio, per quanto siano titoli emessi dalle due banche andate in dissesto.

Come nel caso delle azioni, anche il valore delle obbligazioni subordinate rischia di essere azzerato. C’è la possibilità che venga prevista una somma che copra una parte delle perdite, ma non potrà essere superiore ai valori che le obbligazioni subordinate avevano già raggiunto.

E i fondi investimenti? Le cassette di scurezza? Chi ha sottoscritto contratti per investire in fondi o in prodotti di gestione del risparmio non rischia nulla. Il titolare è il risparmiatore e i fondi non fanno parte del patrimonio delle due banche, come invece succede per azioni e obbligazioni emesse dai due istituti. Lo stesso vale per le cassette di sicurezza, dove la banca fa solo da “custode”.

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