Mutui, le 5 regole per scegliere la polizza migliore

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di Redazione 4 Luglio 2017 | 08:56

Facile.it ha realizzato un vademecum per evitare di pagare più del dovuto nella scelta della polizza quando si accende un mutuo. Quando si sottoscrive un mutuo, la sola assicurazione obbligatoria è quella contro il caso di scoppio e incendio, ma prima della firma molti istituti propongono al cliente la sottoscrizione di altre coperture che, se non valutate correttamente, possono far salire il costo della pratica, fino ad aumentare anche del 12% il costo da sostenere.

Le sigle
Tante sono le sigle legate al mondo dei mutui. Le più comuni sono TCM (Temporanea Caso Morte), CPI (Creditor Protection Insurance o Assicurazione per la Protezione del Creditore), ITP (Invalidità Totale Permanente), ITT (Invalidità Totale Temporanea), PI (Perdita Impiego), RO (Ricovero Ospedaliero). E’ bene conoscere le varie sigle o chiedere informazioni su quelle che non si conoscono.

Le diverse regole e le modalità di utilizzo
I diversi prodotti hanno diverse coperture, durata e modalità di pagamento del premio così come anche lo stesso tipo di assicurazione può variare in questi parametri da un proponente all’altro. Bisogna ricordare che se si vuole acquistare una copertura, non si è obbligati a prendere quella che vi propone l’istituto con cui si sta sottoscrivendo il mutuo. Nel caso in cui si ritenga più adatto alle proprie esigenze il prodotto offerto da un’altra compagnia, si può comprarlo e unirlo alla propria pratica di finanziamento, mentre la Banca con cui si sta attivando il mutuo non potrà rifiutarsi di accettare l’assicurazione sottoscritta altrove.

Il ramo vita
Quando la polizza che si sta associando al proprio mutuo è derivante dal cosiddetto ramo vita, è opportuno verificate con attenzione se il capitale ad essa collegato sia costante o decrescente nel tempo e se l’indennizzo copre il solo caso di morte per infortunio o, invece, anche quello di decesso conseguente a malattia. Nel caso in cui la polizza non fosse collettiva e quindi identica per qualunque tipologia di cliente, il costo potrebbe variare notevolmente al variare dell’età del sottoscrivente.

Il ramo danni
Nel considerare coperture aggiuntive che rientrano nel cosiddetto ramo danni bisogna fare attenzione alla professione di chi sta stipulando il mutuo. Questo significa che se si è lavoratori automoni o dipendenti pubblici, la scelta migliore è quella di associare al finanziamento una assicurazione di Invalidità Totale Permanente o Temporanea; se si è dipendenti privati può essere molto utile unire al mutuo anche una polizza contro la perdita dell’impiego mentre, se si è già in pensione o, anche, non si lavora affatto, bene includere la polizza detta di Ricovero Ospedaliero. È opportuno capire, per ogni categoria, in quali casi l’assicurazione pagherà e per quanto tempo.

“Spacchettare”
È importante capire se l’assicurazione permette di “spacchettare” le coperture in funzione della tipologia d’impiego e/o dell’incidenza del reddito dei richiedenti. Ad esempio, considerando il caso di una coppia di cointestatari in cui il marito è un dipendente privato con reddito mensile di 2.500 euro, la moglie dipendente pubblica con reddito mensile di 1.400 euro, si potrebbe risparmiare e contestualmente avere delle coperture coerenti andando ad assicurare la Perdita Impiego per il marito e una Invalidità Totale Permanente per la moglie; si potrebbe anche valutare di assicurare per un importo maggiore il marito, che ha reddito più consistente e per cui la mancata produzione di reddito avrebbe più impatto sull’economia della famiglia. È quindi opportuno informarsi bene e scegliere con attenzione la soluzione più adatta al caso.

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