Ricorsi alle banche, ecco come far vale i propri diritti

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di Redazione 21 Luglio 2017 | 14:10

Nel 2016 oltre 21 mila denunce alle banche: un aumento del 60% dei ricorsi all’Arbitro bancario e finanziario e più della metà ha avuto ragione. Sono state presentate 21.652 domande nel 2016, nel primo semestre del 2017 potrebbero arrivare, visto i numeri del 2016, a 32.500.

Bankitalia, presentando la relazione annuale dell’Abf (organismo di risoluzione delle vertenze extragiudiziali), ha spiegato che è un risultato in forte crescita e l’Arbitro bancario finanziario è apprezzato dal pubblico per la sua efficacia di tutela.I contribuenti vengono tutelati con l’Arbitro e nel 2016, il 75% dei 13770 casi decisi, si è espresso a favore del cliente, contro la percentuale di poco più del 50% degli anni precedenti. Inoltre, dalle constatazione, la banca o le Poste o le finanziarie si adeguano alle sue indicazioni.

L’aumento dei ricorsi è dovuto principalmente al maggior numero di ricorsi in materia di estinzione anticipata dei finanziamenti contro cessione del quinto (relativi, però, quasi interamente a contratti antecedenti il 2012). Per il resto, la crescita è stata sostanzialmente fisiologica: sono diminuiti i ricorsi relativi alle segnalazioni alle centrali dei rischi e quelli in materia di utilizzi di carte di debito e di credito, anche in relazione all’aumento dei presidi di sicurezza da parte degli intermediari; sostanzialmente invariati i ricorsi relativi ai conti correnti, mentre sono risultati in aumento quelli relativi ai mutui.

Ma come fare ricorso e quanto costa? La presentazione del ricorso all’ABF è semplice e non è necessaria l’assistenza di un legale o di altro professionista. È possibile ricorrere all’Arbitro solo dopo aver inoltrato un reclamo scritto all’intermediario, il quale è tenuto a rispondere entro 30 giorni. In mancanza di riscontro, o se quest’ultimo non è considerato soddisfacente, il cliente può rivolgersi all’ABF entro dodici mesi dalla presentazione del reclamo.

Prima della presentazione del ricorso è necessario versare un contributo di 20 euro per le spese della procedura. Tale somma viene rimborsata dall’intermediario qualora la decisione dell’Arbitro sia favorevole (in tutto o in parte) al ricorrente. La procedura ha inizio con la presentazione del ricorso mediante la compilazione di un modulo (disponibile anche in formato editabile sul sito dell’ABF) nel quale il cliente espone i termini della questione e la propria richiesta, allegando i documenti necessari alla decisione.

I tempi di risposta sono lunghi, possono arrivare anche ad un anno. Ma, in virtù dell’aumento dei ricorsi, nel dicembre 2016 sono stati attivati quattro nuovi Collegi a Torino, Bologna, Bari e Palermo che si affiancano a quelli già esistenti di Milano, Roma e Napoli. Grazie all’Arbitro, lo scorso anno sono stati complessivamente restituiti ai clienti circa 13 milioni di euro.

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