Conti correnti dormienti? Lo Stato ti frega i soldi

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di Ettore Mieli 6 Settembre 2017 | 11:16

Secondo la legge se per 10 anni un conto corrente non viene movimentato, le somme finiscono all’Erario, cioè al Governo. Secondo una recente inchiesta di Repubblica, sarebbero decine di migliaia gli italiani che, senza volerlo, hanno così regalato alle casse statali un tesoretto da due miliardi di euro. In più il governo non è nemmeno tenuto ad avvertire i parenti o i familiari che ci sono, a volte, autentiche fortune sui conti correnti. E, beffa delle beffe, neanche la banca è tenuta a fare una telefonata agli eredi che, sempre per legge, avrebbero diritto a diventare possessori di quei soldi. E non solo conti correnti non movimentati per dieci anni, ma pure polizze, assegni, libretti di risparmio. La norma che assegna all’Erario questo denaro è del 2005, voluta dal ministro Giulio Tremonti. Un modo come un altro per rimpinguare casse spesso piangenti.

Secondo i dati del Rendiconto generale dello Stato, dal 2007 ad oggi sono arrivati dai risparmi “dimenticati” oltre 2 miliardi di euro. “Se si guarda soltanto agli ultimi anni, i numeri restano consistenti: 184 milioni nel 2013, 203 nel 2014, 142 nel 2015 e 101 nel 2016. Risorse destinate, in teoria, a un fondo ad hoc “per indennizzare i risparmiatori vittime di frodi finanziarie” ma oggetto negli anni di ripetuti tentativi di saccheggio da parte dei governi”, scrive Repubblica.

E ancora: “Per farsi un’idea basta scorrere i dati pubblicati dalle banche del gruppo Intesa Sanpaolo, l’unica tra i grandi istituti a rendere disponibile l’elenco e la consistenza dei conti. Nell’ultimo anno sono poco più di 18 mila i rapporti estinti, per un totale di quasi 15 milioni di euro. Tra i conti correnti e i libretti di risparmio, circa 2700 in totale, ce ne sono 34 superiori ai 10 mila euro. Chi si dimentica di somme del genere?”.

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