Servizi di pagamento, è sfida tra banche tradizionali e colossi high-tech Usa

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di Luca Spoldi 13 Marzo 2018 | 08:00

Le banche e i gruppi high-tech Usa

Se siete appassionati di tecnologia e finanza, titoli come “Amazon vuole offrire servizi bancari”, “Facebook si fa la propria banca” o “Google ha intenzione di trasformarsi in banca” non vi dovrebbero risultare nuovi, anzi. Il fatto è che è sempre più evidente come la prossima rivoluzione “disruptive” nel settore dei servizi di pagamento sarà portata avanti direttamente dai colossi tecnologici a stelle e strisce.

Aumenterà offerta soluzioni per pagamento

Google, Apple, Facebook, Amazon e Microsoft, in particolare, sono già investitori di rilievo nel settore dei pagamenti, ciascuna avendo già introdotto offerte e caratteristiche con un elevato potenziale disruptive per singole parti del settore bancario tradizionale ed ulteriori offerte e funzionalità verranno certamente sviluppate da ciascuno di essi nel tentativo di costruire un proprio ecosistema.

Ci si fida ancora delle banche tradizionali

Quello che ancora non è chiaro è se questi gruppi, che a fine 2016 sedevano su qualcosa come oltre 400 miliardi di dollari di liquidità in cerca di un impiego, vorranno diventare un banca integrata a tutti gli effetti e se i risparmiatori, che ancora ripongono molta fiducia nelle banche tradizionali, diverranno loro clienti. Alla fine secondo molti la risposta potrebbe essere una via di mezzo.

La battaglia per i servizi bancari del futuro

Google e gli altri colossi high-tech Usa pur avendo i mezzi non sembrano infatti interessati a rivoluzionare e disgregare completamente l’attività bancaria tradizionale, semmai sono pronti a trarre vantaggio dalla possibilità di offrire soluzioni più efficienti e meno costose per specifiche esigenze degli utenti. Il problema, insomma, potrebbe essere più di quella parte di lavoratori attualmente impiegata in lavori con basso valore aggiunto, mentre per gli investitori l’espansione nel settore finanziario potrebbe significare ulteriori crescita di fatturato e utili per i colossi high-tech.

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