Blockchain e assicurazioni, un binomio che si farà sempre più strada

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di Luca Spoldi 22 Marzo 2018 | 16:40

Bblockchain fa sempre più rima con assicurazione

Blockchain sempre più presente nel futuro del settore assicurativo, con 1.400 startup insurtech avviate in tutto il mondo e investimenti che nell’ultimo trimestre del 2017 hanno raggiunto i 19 miliardi di euro. L’influenza della tecnologia nel settore assicurativo ha interessato dapprima l’ambito retail, per poi proseguire nella digitalizzazione delle infrastrutture, analisi di dati, e nei settori salute ed enterprise.

Smart contract cambieranno individuazione del rischio

Sono queste alcune delle evidenze presentate oggi in occasione del convegno “Dalla Blockchain all’A.I.: come l’innovazione sta cambiando i rischi e l’insurance business”, Parte II, organizzato da Anra. “Il mondo assicurativo procede sempre attraverso lo stesso modello di individuazione del rischio, valutazione dello stesso e trasferimento del rischio a un dato prezzo. Questa modalità potrà cambiare radicalmente con l’adozione diffusa degli “smart contract” ovvero contratti assicurativi elettronici che registrano sulla blockchain determinati eventi e in base all’accadimento fanno scattare automaticamente la clausola corretta ha spiegato Alessandro De Felice, presidente di Anra.

Nei danni vi sono già opportunità concrete

Un esempio concreto? Nel caso di polizze viaggio per danni da bagaglio smarrito, il sistema legge e incrocia i dati dei bagagli con i dati di annullamenti o ritardi e paga automaticamente l’indennizzo senza bisogno di denuncia al desk da parte del viaggiatore. O ancora, grazie agli sviluppi dell’industria 4.0, si potranno a breve automatizzare anche gli indennizzi riguardanti la produzione: nel caso di arresto improvviso di un macchinario, un sistema di sensori rileva il danno, trasmette i dati, viene calcolata la perdita in valore di produzione e l’azienda riceve esattamente l’indennizzo relativo a quanto tempo la macchina rimane non funzionante con un registro diffuso e immutabile dell’accaduto condiviso tra tutte le parti in causa.

IoT e polizze online andranno a braccetto

Anche la rivoluzione tecnologica che ha generato “l’Internet of Things” (IoT) è sempre più integrata nel settore assicurativo: solo negli Usa, si stima che entro il 2022 il numero di polizze acquistate online raggiungerà i 53 milioni per il segmento “Vita e Salute” (nel 2017 sono state pari a circa 27 milioni), mentre per il segmento “Immobili e Sinistri” se ne stimano 161 milioni (nel 2017 hanno sfiorato gli 81 milioni). “Cercheremo di connettere sempre di più le nostre aziende, di estrarre dati dalle nostre macchine e di evitare incidenti sul luogo di lavoro, o mentre ci troviamo in auto” ha sottolineato Michele Treglia, Insurtech focused, head of growth di Easyclaims.eu.

Impatto maggiore atteso da intelligenza artificiale

Nell’industria del rischio ciò che si ritiene avrà un impatto maggiore nei prossimi anni è l’Intelligenza Artificiale (I.A.), che oggi sta portando un particolare contributo nell’automazione di processi ripetitivi anche nel settore assicurativo, come quelli relativi alla risposta alle domande dei clienti o all’analisi e definizione delle problematiche ricorrenti. Recenti studi hanno dimostrato la possibilità di automatizzare il mestiere del perito assicurativo sul ramo auto. Tuttavia, il tema resta ancora spinoso alla luce della possibilità di generare, con banali ritocchi, immagini fotorealistiche (di finti incidenti, ndr).

Offerta assicurativa italiana resta fanalino di coda

Dal convegno è anche emerso, purtroppo, come l’offerta assicurativa italiana rimanga, rispetto ai partner internazionali ed europei, tra i fanalini di coda e specialmente per quanto riguarda il rapporto tra premi danni non auto c’è molto spazio per soluzioni innovative e personalizzate che rispondono ai reali bisogni dei clienti. Le imprese che vorranno trionfare in questo settore dovranno far leva su diversi elementi che sempre di più interessano i consumatori odierni e in particolare i più giovani:per questo motivo sharing economy, risparmio e digitale sono le parole chiave da tenere sempre ben presenti.

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