Osborne Clarke: consumatori preoccupati per la sicurezza dei pagamenti mobili

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di Redazione 12 Aprile 2018 | 14:23

Contenuto tratto da www.bluerating.com

PAURA PER LE POSSIBILI FRODI- Secondo quanto emerge dall’indagine di Osborne Clarke, tuttavia, le paure legate alla privacy e alla sicurezza dei dati personali potrebbero rappresentare un ostacolo a un mondo di pagamenti completamente cashless. L’81% di chi ha risposto si è detto preoccupato delle possibili frodi che potrebbero derivare dal ricorso ai pagamenti via mobile (il 12% in più rispetto allo scorso anno) e l’80% ha anche espresso dubbi circa alle possibili falle di sicurezza. In Italia la percentuale è del 79% con una crescita del 20% rispetto allo scorso anno.

Andrea Rizzi, head of Digital Business di Osborne Clarke Italia, ha commentato: “Molti utenti hanno apprezzato la convenienza dei pagamenti via mobile spesso però sottovalutandone i possibili rischi. Le ultime notizie di attacchi informatici e furto di dati personali che hanno riguardato anche personaggi molto conosciuti hanno tuttavia fatto crescere le preoccupazioni dei consumatori. Dal momento che stiamo andando verso un mondo in cui l’uso del contante sarà sempre più marginale, è necessario che si mettano in atto procedure di sicurezza in grado di tranquillizzare gli utenti. L’implementazione di un forte processo di autenticazione – come richiesto dalla PSD2 (Payment Service Directive 2) – aiuterà a rendere più complicato per hacker e truffatori in generale l’accesso ai conti collegati a dispositivi elettronici. Il settore deve assicurare di stare facendo tutti i passi necessari per proteggere i dati degli utenti in maniera adeguata e dimostrare che le misure prese funzionino in maniera da far crescere la fiducia degli utenti”.

VERIFICA DELL’IDENTITÀ –  Uno dei principali obiettivi della PSD2 è proteggere i clienti contro i rischi di possibili frodi. La direttiva prevede che dal settembre 2019 ciascun utente dovrà dimostrare di avere almeno due fra i tre seguenti elementi: il possesso (es. avere una carta di pagamento), il riconoscimento (es. la password o il PIN) e la possibilità di verificare l’identità nel momento in cui si accede al proprio account e si effettua il pagamento (es. riuscire a passare un test biometrico).

Secondo l’indagine di Osborne Clarke la maggior parte dei consumatori europei (60%) apprezza il riconoscimento attraverso l’impronta digitale, e il 57% di questi dichiara di preferirlo al più tradizionale strumento di identificazione attraverso password. Fra gli otto paesi presi in considerazione, l’Italia è fra quelli che sembrano aver stabilito maggior confidenza con questo strumento (62%), e che comunque registra la crescita maggiore.

Il 21% afferma di essere disposto a utilizzare anche il riconoscimento vocale come strumento di identificazione. In questo caso Italia e Spagna con una percentuale del 28% sono i paesi più aperti a questo tipo di tecnologia mentre la Germania pare essere quella meno favorevole (14%).

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