Aduc, mano tesa ai risparmiatori per il caso Vegagest-Poste

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di Redazione 25 Giugno 2018 | 15:50

Contenuto tratto da www.bluerating.com

Proseguono gli aggiornamenti sul caso Vegagest-Poste Italiane. Questa volta vi riportiamo integralmente un articolo a firma Giuseppe D’Orta con il quale Aduc, associazione per i diritti degli utenti e consumatori, informa il pubblico di una iniziativa a sostegno dei risparmiatori.

Lo scorso mercoledi 20 giugno, il Fondo Europa Immobiliare 1 di Vegagest Sgr, collocato da Poste Italiane, ha erogato il pagamento finale pari a 204,691 euro per ciascuna quota.

L’importo è pari alla metà di quanto il fondo si apprestava a pagare il 28 marzo perché, a seguito di una verifica fiscale, il CdA ha deciso di accantonare a Fondo Rischi la somma di 23 milioni di euro.
Una somma che è destinata ad eventualmente soddisfare le pretese del fisco. In caso contrario, sarà distribuita ai quotisti. Impossibile prevedere l’esito della vicenda, e ancor di più i tempi. Se davvero fosse notificato un accertamento, Vegagest avvierebbe un lungo contenzioso destinato ad arrivare fino in Cassazione, salvo accordi lungo la via.

Alla data del 20 giugno 2018, il fondo Europa Immobiliare 1 ha distribuito un ammontare complessivo di 1.622,69 euro per quota contro i 2.500 euro sborsati tredici anni e mezzo fa. Un “bel” 35,09% in meno, senza tenere conto delle ritenute fiscali. Se anche l’ultimo pagamento fosse stato integrale, il risultato sarebbe ugualmente stato disastroso: – 27%.

Peggio ancora il mancato rendimento: rispettando l’obiettivo del 7% annuo composto dichiarato in origine, una quota da 2.500 euro sarebbe arrivata a valere dopo dieci anni ben 4.917,88 euro (in realtà un po’ meno, perché nel tempo ci sarebbero stati rimborsi di capitale). Anche solo il 3% composto annuo avrebbe consentito di portare a casa 859,79 euro, oltre i 2.500 euro iniziali.

Ora tocca a Poste Italiane, responsabili di un collocamento con metodi spesso scellerati, che erano già pronte a replicare l’iniziativa dello scorso anno riguardo il Fondo Invest Real Security, rimborsando la differenza in contanti ai sottoscrittori iniziali con almeno 80 anni di età al 31 dicembre scorso, e prevedendo invece per gli altri di emettere una specifica polizza in cui far confluire l’importo del pagamento finale del fondo, aggiungendovi una cifra che consenta dopo altri cinque anni di rientrare in possesso di una somma pari alla differenza tra l’importo investito all’inizio e la somma dei rimborsi ottenuti nel tempo.

Non si tiene conto della distinzione tra distribuzione di proventi e rimborsi di capitale fatta dal fondo: gli importi di entrambe le categorie vengono detratti dalla somma spettante.
Dall’iniziativa saranno esclusi i sottoscrittori che hanno nel tempo trasferito altrove le quote del fondo e chi ha ricevuto le quote in donazione. Da verificare, invece, il trattamento delle quote cointestate tra soggetti allo stesso tempo con più e meno di 80 anni di età al 31 dicembre.

Per gli esclusi dall’iniziativa delle Poste, come anche per chi non desidera accettare la soluzione proposta, se prima l’alternativa era il Tribunale ora vi è l’Arbitro per le Controversie Finanziarie presso la Consob che consente tempi e soprattutto costi enormemente ridotti.

Aduc mette a disposizione il proprio servizio di consulenza per valutare se al momento del collocamento o della negoziazione, sono state rispettate tutte le norme in materia.
Gli interessati possono compilare la form a questo indirizzo
Verranno poi contattati per approfondire

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