Trading di criptovalute, piattaforme emergenti gonfiano scambi?

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di Luca Spoldi 18 Luglio 2018 | 17:10

Piattaforme di trading di criptovalute gonfiano gli scambi?

Manipolare i dati sugli scambi giornalieri di criptovalute è da tempo una sorta di “leggenda urbana” nella comunità delle piattaforme di trading sorte attorno al fenomeno blockchain. In molti sospettano che uno o più piattaforme gonfino i dati, ad esempio usando “wash trade” (la pratica, illegale sui mercati regolamentati, con cui si compra un asset attraverso un broker e contemporaneamente lo si vende tramite un altro broker, così da simulare un elevato numero di scambi), ma finora nessuno era riuscito a provare che qualcuno davvero lo facesse.

Hacken ha fatto una ricerca dopo un’offerta sospetta

Ora sembrano esservi gli esperti di Hacken, la piattaforma di servizi di cybersecurity e ricerca decentralizzata di bug, il cui Ceo, Dmitriy Budorin, ha ricevuto qualche tempo fa un’offerta fin troppo allettante per far quotare il token di Hacken (HKN) su BitForex per soli 30 bitcoin (meno di 25 mila euro attualmente). Per avere un’idea, di solito il costo per far quotare una criptovaluta su uno dei siti di trading online più noti, come Binance, si aggira tra 1 e 2 milioni di dollari.

Scambi alle stelle, ma community quasi inesistente

Nella loro ricerca gli esperti di Hacken e di Crypro Exchange Rate (Cer) hanno comparato le attività si social media e community da parte di altri siti di trading online di criptovalute come Kraken, KuCoin, e Hacken stessa a quelle di BitForex, scoprendo che pur avendo un’attività molto ridotta BitForex risultava avere un numero di scambi medi per utenti attivi e utenti unici multiplo rispetto a quello dei suoi concorrenti. Avere volumi così elevati ha portato BitForex ad entrare nelle top ten delle classifiche di siti come CoinMarketCap e CryptoCompareData, che appunto comparano l’attività dei principali siti di trading online di criptovalute. Guarda caso proprio da tali siti “referral”, BitForex sembra trarre la maggior parte del suo traffico, mentre resta indietro rispetto ai concorrenti per quanto riguarda al traffico originato da social media come Twitter, Telegram o Facebook.

Wash trade per gonfiare i dati sugli scambi

Questo significa che BitForex non sembra avere una comunità di supporto così attiva e leale da far sviluppare gli scambi sulla piattaforma nella misura che pure sembrerebbe aver registrato, il che è a sua volta la “pistola fumante” che cercavano gli esperti di Hacken per dimostrare come pompare artificiosamente i dati relativi agli scambi giornalieri, presumibilmente tramite “wash trade” anche se esistono ulteriori tecniche, sia una strategia di marketing che nell’immediato paga più che non sviluppare gradualmente e con notevole impegno una propria community. Un po’ come certi siti internet che, soprattutto alcuni anni fa, cercavano di impressionare inserzionisti e potenziali investitori gonfiando i dati di traffico giornalieri con visite da parte di utenti altrettanto “fake” degli scambi su BitForex.

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