Arabia Saudita, crescente clima di sospetti non fa bene all’economia

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di Luca Spoldi 24 Luglio 2018 | 15:07

I ricchi sauditi si sentono controllati

Altro che problemi di privacy: secondo quanto riferisce il quotidiano britannico Financial Times i ricchi sauditi temono che i loro affari finanziari, in particolare i tentativi di trasferire denaro, vengano costantemente monitorati per impedire che trasferiscano beni all’estero. Un membro della famiglia reale avrebbe ad esempio chiesto di trasferire milioni per una proprietà a Londra, ma gli sarebbe stato detto di no secondo quanto ha riferito un gestore patrimoniale saudita.

Chi può cerca di portare capitali all’estero

Le ricche famiglie di commercianti sauditi stanno per ora evitando di effettuare ulteriori investimenti nel regno poiché il nervosismo innescato dalla “purga anti corruzione” di Riyadh ha aggravato il fragile clima economico dell’Arabia Saudita. Secondo alcuni banchieri contattati dal Financial Times, le società private hanno così deciso di mantenersi il più possibile liquide, mentre alcuni sono alla ricerca di modi per trasferire i fondi all’estero, pur temendo di essere monitorati proprio per impedire che questo accada.

Disoccupazione record in Arabia Saudita

Il crescente disagio e la mancanza di appetito per nuovi investimenti nel regno rischiano di indebolire gli sforzi del principe ereditario Mohammed bin Salman per rinnovare l’economia dell’Arabia Saudita, finora dipendente dal petrolio, e per creare 1,2 milioni di posti di lavoro per i sauditi nel settore privato entro il 2020. La disoccupazione intanto è salita al 12,9% alla fine del primo trimestre toccando il più alto livello mai registrato ufficialmente.

Tutto è partito dalla purga del novembre scorso

Dopo una prima “purga” nello scorso novembre, quando oltre 300 magnati, principi ed ex pubblici ufficiali furono radunati e detenuti per alcune settimane presso l’hotel Ritz-Carlton di Riyadh (fino a quando non accettarono di trasferire parte dei propri patrimoni allo stato), ufficialmente come misura anti corruzione, in molti tra i ricchi d’Arabia non escludono ulteriori atti di forza.

Stranieri in fuga, crollano gli investimenti esteri

Nel frattempo, nonostante le dichiarazioni ottimistiche del governo circa le prospettive di ripresa, l’Arabia Saudita ha aumentato le tasse aumentato le tasse sui lavoratori che espatriano e gli stranieri, che stanno lasciando il paese a livelli record (quasi 700.000 sono usciti dal paese da inizio 2017), mentre gli investimenti esteri diretti sono crollati da 7,45 miliardi nel 2016 a soli 1,42 miliardi l’anno scorso, secondo i dati delle Nazioni Unite pubblicati lo scorso mese.

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