Previdenza: luci e ombre del sistema italiano secondo Mercer

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di Luca Spoldi 23 Ottobre 2018 | 11:22

Mercer: previdenza privata italiana migliora lievemente

Notizie solo parzialmente positive per il sistema previdenziale italiano: secondo il decimo Report Melbourne Mercer Global Pension Index su 34 paesi esaminati l’Italia si posiziona in 27esima posizione, complessivamente, risultando 14esima per adeguatezza, 19esima per integrità e 34esima (ossia ultima) per sostenibilità. In particolare, il punteggio fatto registrare dall’Italia per adeguatezza (67,72 punti indice) avvicina il nostro paese alla Svezia (67,6 punti), superando il punteggio medio (61,1 punti indice).

Adeguatezza e integrità sono punti di forza

Vengono inoltre attribuiti valori elevati, anche pari al valore più alto della scala, al tasso di sostituzione medio, al mantenimento del valore reale dei benefici pensionistici rispetto all’inflazione ed alla possibilità di trasferire asset tra diversi fondi. Anche nella macro-area integrità al sistema italiano vengono assegnati punteggi pari a 10 decimi. Italia tra i primi della classe, quindi, per i requisiti di conformità richiesti ai fondi e alle casse rispetto ai profili dei propri decisori e per le informazioni fornite agli aderenti. Il punteggio italiano è pari a 74,5 punti indice, un valore che supera la media pari a 71,6.

A preoccupare è scarsa sostenibilità

Resta tuttavia la sostenibilità il tallone d’Achille del sistema italiano. Le ragioni sono da ricercarsi nella ancora bassa adesione a piani pensionistici privati, con un tasso effettivo del 28,9% della popolazione in età lavorativa e nel conseguente basso livello di investimenti nelle pensioni private, pari solo al 7,7% del Pil (dato che risulta peraltro in costante incremento anno dopo anno: nel solo 2017, le risorse accumulate sono aumentate di circa 11 miliardi di euro), ben distante dai valori di Australia (120,4%), Paesi Bassi (182,5%), Svizzera (147,8%) e Regno Unito (105,5%).

Quadro demografico gioca contro

Gioca contro l’Italia, infine, il contesto demografico, caratterizzato dalla ancor limitata partecipazione alla forza lavoro dei lavoratori più senior (seppure la crescita del tasso di occupazione in questa fascia d’età sia tra i motivi della crescita di 2 punti indice tra l’edizione 2017 e 2018 della ricerca), dal tasso di anzianità della popolazione e dal tasso di fertilità inferiore a 1,5 figli per donna.

I suggerimenti di Mercer per migliorare la situazione

Per cercare di migliorare il quadro, Mercer suggerisce nel caso dell’Italia di continuare ad aumentare la copertura del sistema pensionistico privato, sia in termini di partecipazione che di asset investiti a disposizione per pagare le prestazioni nel futuro, per garantire un elevato tasso di sostituzione tra reddito da lavoro e reddito da pensione; di limitare l’accesso a benefit di natura previdenziale prima del pensionamento; di continuare a fare crescere il tasso di partecipazione al mondo del lavoro della popolazione di tutte le età, ampliando la partecipazione in età matura; di ridurre l’ammontare del debito pubblico, per il suo impatto diretto sul primo pilastro pensionistico.

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