Bitcoin, la parabola fortunata di Jeff Garzik

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di Luca Spoldi 9 Novembre 2018 | 12:08

Jeff Garzik, da Red Hat ai Bitcoin

Era ancora un collaboratore del gruppo Red Hat (il maggior sviluppatore e distributore di software opensource degli Stati Uniti, recentemente acquisito da Ibm per 34 miliardi di dollari) quando nel 2010 Jeff Garzik iniziò a scrivere codici software per Bitcoin, diventando in pochi mesi il terzo maggiore contributore allo sviluppo della criptovaluta dopo il fantomatico Satoshi Nakamoto e lo sviluppatore Gavin Andresen.

Startupper dopo il successo dei Bitcoin

Garzik è rimasto il terzo principale artefice del Bitcoin sino al 2014 continuando a scrivere righe del codice sino al 2016 prima di dedicarsi ad altre imprese tra cui la startup Bloq Inq. Negli anni Garzik, intervistato da Bloomberg, ha dato via Bitcoin che sulla base delle quotazioni attuali varrebbero oltre 100 milioni di dollari.

Distribuì Bitcoin per 100 milioni di dollari

In particolare Garzik sette anni fa avrebbe distribuito 15.678 Bitcoin come premio agli sviluppatori così da stimolare il lavoro sul software e non sembra pentito di questa scelta. All’epoca, ha spiegato Garzik (che non ha voluto rivelare quanti Bitcoin ancora possieda), ci si chiedeva se i Bitcoin sarebbero sopravvissuti, ora nessuno ha più dubbi al riguardo.

Garzik ha una teoria su chi fosse Narkamoto

Garzik ha anche una sua teoria su chi potesse essere Nakamoto (a cui farebbero tuttora capo 1 milione di Bitcoin, una quantità tale da poter far crollare le quotazioni se finisse di colpo sul mercato, ndr), col quale intratteneva rapporti quotidiani via e-mail: lo sviluppatore californiano Dave Kleiman, morto nel 2013. Il lavoro di Nakamoto infatti secondo Garzik corrisponde allo stile di codifica di Kleiman, che era autodidatta “e il coder di Bitcoin era qualcuno che era molto, molto intelligente, ma non un ingegnere del software con una formazione classica”.

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