T. Rowe Price, per i mercati rischio “sindrome di Parigi”

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di Luca Spoldi 19 Luglio 2019 | 10:14

I mercati e la sindrome di Parigi

Conoscete la “sindrome di Parigi”? E’ quel malessere che coglie chi, in visita alla capitale francese, la trova eccessivamente diversa rispetto alle proprie, troppo elevate, aspettative. Ebbene, secondo Nick Samouilhan, solutions strategist dell’area Emea per T. Rowe Price (asset manager globale fondato nel 1937 a Baltimora con circa 1.100 miliardi di dollari in gestione), quest’anno “non c’è bisogno di andare nella capitale francese per vivere la propria personale versione della sindrome di Parigi. Basta infatti restare seduti alla propria scrivania ed essere d’accordo con il mercato sulle previsioni, ovvero su ciò che la Fed dovrebbe fare nei prossimi 12 mesi”.

Non servirà costruire portafogli bilanciati

Il mercato, ringalluzzito dall’economia più debole e dalla narrativa accomodante dei politici, ha creato la sua visione romantica: una Fed che ridurrà i tassi ben quattro volte in tale periodo. Come l’idea che tutti i parigini siano eleganti e tutte le strade siano fatte di ciottoli, anche in questo caso potrebbe non essere esattamente così e la colpa non è della Federal Reserve, sottolinea Samouilhan. Che succederà, ad esempio, se la Fed deluderà il mercato abbassando i tassi solo tre volte? “La ricetta standard, vale a dire costruire un portafoglio più equilibrato, è probabilmente sbagliata” spiega l’esperto di T. Rowe Price.

Puntare sul dollaro può essere un’idea

Mentre la correlazione tra azioni e obbligazioni è solitamente negativa, e quindi un portafoglio più equilibrato è in grado di resistere meglio agli choc del mercato, è improbabile che questa decorrelazione tenga se i mercati saranno delusi dalla Fed. “Questo significa che sia le azioni sia le obbligazioni probabilmente scenderanno. Tuttavia, una potenziale strategia potrebbe essere quella di investire in asset denominati in dollari, dato che la delusione potrebbe portare a un rafforzamento della divisa Usa, e i mercati in effetti inizierebbero a prezzarli al rialzo in relazione alle loro aspettative”.

Andamento mercati dipenderà da aspettative

Ma È possibile che la Fed soddisfi le aspettative del mercato? “Beh, è possibile, ma francamente i rischi sono sul downside” commenta l’analista. “Ciò non rende il panorama degli investimenti peggiore, così come Parigi non è resa meno attraente dal fatto che le strade con i ciottoli siano poche. Tre tagli di politica monetaria, nel quadro di un’economia in crescita, sarebbero chiaramente buoni per i mercati. Se poi verranno davvero apprezzati come tali dipenderà molto dalle aspettative”, conclude l’esperto di T. Rowe Price, sottolineando come “per questo è meglio non lasciarsi trasportare troppo da queste ultime” quando si decide come investire.

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