LIBRARY | Tasse: cos’è l’Imu, chi deve pagarla e quando

A
A
A
di Massimiliano Carrà 24 Febbraio 2020 | 15:55

Dopo aver parlato della Tasi, oggi analizzeremo tutti gli aspetti che ruotano intorno all’Imu: da cos’è, fino ad arrivare a come si calcola e a chi l’obbligo di pagare questa imposta.

Partendo dalla sua stessa definizione, il significato di Imu è Imposta Municipale Propria (o Unica). Di conseguenza, l’Imu è quella tassa che va pagata sugli immobili di cui si è proprietari o sui cui si ha un diritto reale, per esempio: usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o superficie.

Chi deve pagare l’Imu e in quali casi

Partendo dal presupposto che l’Imu si paga sulle abitazioni principali di lusso (quelle che rientrano nelle categorie A/1, A/8 e A/9), sulle seconde case e su tutti gli altri immobili (ad esempio laboratori, negozi, capannoni, box non di pertinenza dell’abitazione principale), i cittadini che devono pagare questa imposta sono:

  • i proprietari di fabbricati (se il fabbricato è un’abitazione principale, si deve pagare l’IMU solo se è classificata nelle categorie A/1, A/8 e A/9)
  • aree fabbricabili;
  • terreni destinati a qualsiasi uso;

Oltre a questi soggetti, devono pagare l’Imu:

  • chi ha sull’immobile il diritto reale di: usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o superficie;
  • chi ha in concessione un’area demaniale;
  • i locatari di immobili concessi in leasing, anche se si tratta di immobili da costruire o in corso di costruzione. I locatari devono pagare l’IMU dalla data della stipula del contratto e per tutta la sua durata.

    Come sottolinea la legge, ogni proprietario deve pagare la propria quota di IMU. Questo significa che se l’immobile ha più proprietari, la quota va proporzionata alla percentuale di possesso.

Infine, devono anche pagare la tassa sugli immobili:

  • Il coniuge vedovo che continua ad abitare nell’abitazione principale di lusso (A/1, A/8, A/9). Gli altri eredi, invece, su quella casa non devono pagare l’IMU;
  • Il coniuge a cui il Tribunale assegna la casa coniugale (di lusso – A/1, A/8, A/9) in seguito a separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.

È importante sottolineare che sono esclusi dal pagamento dell’Imu gli inquilini. In sintesi, chi è in affitto non deve assolutamente pagare l’Imposta Municipale Unica.

Quando deve essere pagata l’Imu nel 2020 e come funziona il calcolo

Come nel caso del Tasi, anche l’Imu può essere pagata in un’unica soluzione o in due “rate”. La prima prevede un acconto del 50% del totale da versare e va pagata dal cittadino entro il 16 giugno 2020, la seconda prevede di conseguenza il pagamento del restante 50% e deve essere pagata entro sei mesi e quindi entro il 16 dicembre 2020. 

Ovviamente, chi vuole può anche pagare l’Imposta in un’unica rata. In questo caso la data di scadenza coincide con quella dell’ “acconto” del 50%, ossia entro il 16 giugno 2020. Va anche sottolineato che anche per quest’anno sono state deliberate le diverse detrazioni e aliquote dai vari comuni. 

Riguardo invece la modalità di calcolo dell’Imu, oltre alla possibilità di effettuare il conto per contro proprio, esistono diversi siti online che in automatico permettono al cittadino di conoscere l’importo da versare. Ovviamente però bisogna conoscere questi dati:

  • il codice catastale del comune di riferimento;
  • la categoria dell’immobile;
  • la rendita catastale non rivalutata;
  • la percentuale di possesso;
  • i mesi di possesso durante il 2019;
  • l’aliquota Imu applicata dal comune

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Tasse, parte il “Giro dei Tributi”

Imu, ecco i beneficiari delle esenzioni introdotte dal decreto agosto

Imu e Tasi 2019: ecco cosa fare per il saldo di dicembre

NEWSLETTER
Iscriviti
X