Covid-19 fa paura? Tassi giù e mutui più leggeri per tutti

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di Luca Spoldi 26 Febbraio 2020 | 12:39

Covid-19, più pericoloso per l’economia che per la salute

Che più che la pericolosità del coronavirus Covid-19 (che presenta un tasso di letalità, ossia di morti in percentuale ai casi conclamati o sospetti, tra il 2% e il 3%, ma una mortalità, ossia di morti in relazione alla popolazione, destinato verosimilmente a rimanere inferiore ad 1 su 10mila) per la salute, in Italia si debba temere per i contraccolpi che accuseranno l’industria e i servizi, a partire dal turismo, dovrebbe essere ormai chiaro anche alle mosche sulla carta moschicida.

Governo sospenderà tasse e bollette nelle zone rosse

Ma cosa succederà col ritorno in recessione, ormai quasi certo almeno per uno o due trimestri, dell’economia italiana e un possibile, ma graduale, recupero nella seconda parte dell’anno (salvo nuove esogene altrettanto negative)? Già ora il governo ha promesso di sospendere il pagamento di tasse, cartelle esattoriali, bollette e mutui per le famiglie e le aziende degli 11 comuni classificati come zona rossa (ossia centri di contagio).

Anche le banche rinviano pagamento rate

Alcune banche hanno anticipato le mosse del governo in particolare sospendendo fino a 6 mesi le rate di mutui e finanziamenti in corso sempre per imprese e famiglie delle aree colpite dal contagio. Ma più in generale la curva dei tassi italiana, già in deciso calo rispetto a un anno fa, sembra intenzionata a scivolare ulteriormente verso il basso, in particolare sulle scadenze più lunghe, con un effetto di appiattimento della curva stessa.

Curva dei tassi d’interesse torna ad appiattirsi

Se per gli investitori questo significa maggiore difficoltà a trovare rendimenti anche solo nominalmente positivi (i tassi sono negativi in termini nominali fino alla scadenza dei tre anni, che ancora un anno fa rendeva circa lo 0,91% ed oggi è a -0,093%), per chi ha già un mutuo a tasso variabile o si appresta a sottoscriverne uno a tasso fisso questo può significare futuri costi ridotti, specie se la Bce dovesse optare per una ulteriore limatura del costo del denaro (attualmente il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principale è già pari a zero).

Mutui: Euribor e Eurirs sempre più negativi

Sia l’Euribor360, solitamente utilizzato come benchmark nei contratti di mutuo a tasso variabile, sia l’Eurirs (tasso di riferimento per i mutui a tasso fisso) stanno già registrando i primi cali sul mercato. Ad esempio l’Euribor360 a 3 mesi ha chiuso ieri a -0,417% contro la chiusura di -0,393% del 2 febbraio scorso, l’Eurirs a 10 anni è stato fissato a -0,15% contro il -0,03% del 2 febbraio. Movimenti analoghi si sono registrati anche sulle altre scadenze dei due tassi di riferimento.

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