Bonus 600 euro, il governo ora frena sul “click day” Inps

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di Luca Spoldi 19 Marzo 2020 | 17:50

Inps: click day per il bonus 600 euro

Bonus 600 euro per i lavoratori autonomi, le partite Iva e i Co.Co.Co.: ci sarà o no il “click day” ipotizzato dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico? Il governo non sembra intenzionato ad autorizzare tale modalità e per bocca del sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta precisa: per ora “è una comunicazione fatta dall’Inps, non una decisione del governo, i ministeri del Lavoro e dell’Economia stanno ancora valutando”, aggiungendo che se i soldi non dovessero bastare per tutti “nel caso le risorse saranno reintegrate”.

Il governo: dobbiamo ancora decidere

La precisazione non è di poco conto, perché utilizzare la modalità del “click day” per l’invio delle domanda per ottenere il bonus da 600 euro mensili (per marzo, ma il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha già fatto sapere che da aprile la misura sarà riproposta attingendo anche a fondi Ue, riparametrando il bonus in base al reddito e alle perdite realmente subite) appare anche al ministro per le Politiche agricole Teresa Bellanova “immorale”.

Col click day scatterebbe corsa a invio domande

Ma in cosa consiste un click day? E’ la versione digitale della modalità “a sportello”: in pratica chi prima riesce a inviare la domanda corredata della relativa documentazione prima accede al bonus, mentre chi arriva per ultimo corre il rischio di scoprire che i fondi sono esauriti. Facile immaginare che un click day per il bonus da 600 euro destinato a una platea di quasi 5 milioni di persone (il ministro Gualtieri ha anzi indicato che il provvedimento punta a raggiungere 6 milioni di italiani) e che comunque andrebbe indicato, con giorno e ora precisi, da una specifica circolare, finirebbe col rallentare fortemente o anche far crashare i server dell’Inps.

La procedura nasce dai limiti previsti dal decreto

Il problema è che nel testo del decreto “Cura Italia” si precisa più volte che l’Inps potrà accettare domande solo sino al limite delle risorse stanziate e dovrà bloccare l’accettazione una volta che “emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica”, rispetto ai limiti di spesa. D’altra parte il tempo stringe per cercare di trovare un rimedio che consente di non generare una corsa all’invio delle domande da una parte, ma anche la possibilità di raccoglierle forse già la prossima settimana per cercare di far arrivare i pagamenti a inizio aprile.

Sarà necessario Pin Inps

Nel frattempo sempre Tridico ha anticipato: “sarà necessario il Pin Inps”, mentre la procedura di pagamento “sarà semplificata con un controllo soglia sulla base di quanto fatto per il reddito di cittadinanza”. Anche in questo caso tuttavia si rischia di generare un forte aumento delle domanda di Pin. Arriverà una rettifica anche in questo caso? Nell’attesa di capirlo tutte le principali associazioni di categoria e di tutela dei consumatori sono sul piede di guerra al grido di “bonus per tutti” e “nessuno deve restare indietro”. Se sarà così o meno lo scopriremo nei prossimi giorni.

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