Riscattare la laurea per la pensione? Non sempre conviene

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di Luca Spoldi 2 Luglio 2020 | 09:50

Riscattare o no la laurea a fini previdenziali?

Conviene riscattare gli anni di laurea a fini pensionistici? La domanda continua a venir posta dagli italiani, che sembrano temere per il futuro di poter godere di assegni pensionistici inferiori a quelli dei loro genitori e nonni. Ad oggi per poter ottenere una pensione occorre avere almeno uno dei due requisiti: avere 67 anni di età (per ricevere la pensione di vecchiaia), o aver maturato contributi per 41 anni e 10 mesi se donne o per 42 anni e 10 mesi se uomini (pensione “anticipata”).

Riscatto da valutare caso per caso

Detto che l’assegno sociale è ad oggi pari a poco meno di 459 euro al mese e che chi ha maturato un assegno mensile pari o superiore a 2,8 volte quello sociale (ossia almeno 1.285 euro) può andare in pensione a 64 anni di età, purché con almeno 20 di contribuzione, il riscatto degli anni di laurea può tentar molti, ma non è sempre consigliabile.

Molto dipende dall’età in cui si è iniziato a lavorare

Anzitutto è vero che si può optare per le formula “light” (che per un lavoratore con 30 mila euro annui lordi di stipendio costerebbe circa la metà del metodo ordinario), ma si tratta sempre di importi consistenti (poco più di 21 mila euro per le lauree quadriennali, oltre 26.300 per quelle a 5 anni), per quanto rateizzabili. Inoltre occorre tener presente quando si è iniziato a lavorare. Se si è iniziato subito dopo la laurea, ad esempio a 24 anni, si raggiungerebbe il diritto alla pensione (grazie ai contributi maturati) attorno ai 67 anni; col riscatto della laurea si potrebbe andare in pensione già a 63 anni.

Chi è entrato tardi nel mondo del lavoro non ha convenienza

Chi invece ha avuto tempi più lunghi per entrare nel mercato del lavoro e ha iniziato a versare contributi attorno ai 30 anni, non ha molta convenienza. In questo caso è infatti vero che anziché andare in pensione (grazie ai contributi maturati) a quasi 73 anni potrebbe andarvi, col riscatto della laurea, a 69 anni, ma avrebbe comunque diritto a farlo a 67 anni (vecchiaia). L’unico effetto del riscatto sarebbe quello di incrementare l’assegno pensionistico (in proporzione alla formula utilizzata per il riscatto).

Riscatto laurea può servire per Quota 100

Diverso ancora il caso di chi grazie ai 4 (o 5) anni riscattati riuscisse a rientrare tra la platea dei beneficiari di Quota 100 o Opzione Donna. In questo caso si potrebbe ottenere un anticipo dell’ingresso in pensione sino a 7 anni, ma è il caso di affrettarsi a decidere: la finestra, salvo nuove proroghe, si chiuderà nel 2021.

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