C’è VITA nello Spazio

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di Private 17 Gennaio 2017 | 01:00

L’astronauta dell’ESA Paolo Nespoli si prepara per la sua terza visita alla International Space Station (ISS) dove porterà avanti la nuova missione dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Il nome della missione, VITA sta per: Vitality, Innovation, Technology e Ability.
La ricerca condotta all’interno di questo programma sarà principalmente concentrata sul settore medico-fisiologico con lo scopo di contribuire alla cura di malattie sulla Terra e di far progredire la conoscenza del corpo umano. “Essere vivi non vuol dire solo avere un cuore che batte, ma anche un cervello che funziona e mani che lavorano.
Vivere insieme, credere nello sviluppo, gestire correttamente le risorse, usare l’innovazione per portare questa vita su altri pianeti e migliorarla sulla Terra” ha detto Nespoli alla conferenza stampa dell’ASI.
Vari esperimenti saranno condotti nel quadro di questa spedizione. Tra questi l’esperimento dell’Università di Pescara, MyoGravity, servirà a studiare la degenerazione delle cellule negli astronauti e nelle persone affette da atrofia muscolare. Un altro esperimento, NANOROS, sarà dedicato all’uso di nanoparticelle di ossido di cerio per tentare di curare malattie cardiache.
Infine, Nespoli in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli, studierà la possibilità di far crescere delle piante in un’ ambiente con poca gravità. Quest’ultimo studio potrebbe rivelarsi utile per valutare la fattibilità della colonizzazione del pianeta Marte. La missione VITA potrebbe quindi contribuire alla sopravvivenza della specie umana sulla Terra e oltre.

Anais Borri

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