Forziere della regina

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Luigi Dell'Olio di Luigi Dell'Olio 7 Aprile 2017 | 07:45

Chissà quanti vorrebbero sapere come investe Elisabetta II, quali scommesse fa sulla sterlina e come si è posizionata alla vigilia del referendum sulla Brexit. Di sicuro hanno potuto soddisfare questa curiosità i banker di Coutts & Co, storica private bank londinese che ha in gestione i patrimoni di molti nobili britannici, tra cui appunto la regina.

Avvio in una gioielleria
Dal 2000 Coutts è controllata interamente da Rbs (Royal Bank of Scotland), che ne acuito la specializzazione sui grandi patrimoni. La Gran Bretagna è il mercato di riferimento dallo scorso anno, quando le attività internazionali sono state cedute a Union Bancaire Privée.
Le origini affondano molto indietro nel tempo, per la precisione nel 1692, quando il giovane orafo John Campbell decise di ricavare un angolo nella sua gioielleria londinese per avviare l’attività bancaria. La piccola bottega ci mise due generazioni a decollare, ma la terza rese Angela Burdett-Coutts la donna più ricca della Gran Bretagna intorno alla metà del Diciannovesimo secolo. Angela era di casa nelle stanze reali e risale a quell’epoca l’affidamento di buona parte del patrimonio dell’allora regina Vittoria, con la quale condivideva la passione per i libri, a cominciare da quelli del romanziere contemporaneo Charles Dickens.

Espansione internazionale
A partire dai primi del Novecento ha preso il via l’espansione sul territorio britannico e nel Secondo dopoguerra Coutts ha guadagnato posizioni anche all’estero tra crescita organica e una serie di acquisizioni. Il clou è arrivato sul finire degli anni Novanta, in seguito alla fusione con NatWest e al consolidamento del business internazionale, con sede a Ginevra. Con Rbs che ha rilevato il nuovo gruppo all’inizio di questo secolo.
Attualmente conta una trentina di filiali in Inghilterra e sedi estere a Monte Carlo, Hong Kong, Montevideo, Singapore, Dubai, Jersey, Isola di Man e Isole Cayman. A questo proposito, va segnalato che nel 2014, durante una serie di controlli nel porto di Amburgo, stati rinvenuti documenti provenienti proprio dalla filiale delle Cayman e diretti presso quella svizzera che hanno dato il via a un mega processo per evasione fiscale a carico di clienti tedeschi di Coutts. Nell’occasione si è vociferato anche di patrimoni riconducibili al terrorista Osama bin Laden.

In cerca di una rotta

Non è dato sapere quanto abbia influito il clamore mediatico che ne è seguito, ma sta di fatto che da allora Coutts sembra aver smarrito la rotta. Sul finire del 2014 si è vociferato di un interesse da parte di Intesa Sanpaolo (che già allora aveva focalizzato la propria attenzione sul private banking) e un anno dopo sono state cedute le attività internazionali a Ubp. I guai giudiziari sono proseguiti anche negli ultimi mesi, con una multa da 6,5 milioni di franchi comminati dall’Autorità federale svizzera di vigilanza dei mercati finanziari (Finma) per riciclaggio, nell’ambito dello scandalo politico-finanziario legato al fondo sovrano malese 1MDB, che ha tra l’altro portato alla dissoluzione della banca svizzera Bsi.

Ora Coutts cerca una nuova rotta e non è escluso che venga coinvolta nel risiko del risparmio a livello europeo.

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