Creatività artigianale

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di Alberto Cavalli 24 Aprile 2017 | 07:06

“Made in…” è una denominazione che può voler dire molto o non significare nulla.
Soggetta alle più disparate interpretazioni, questa etichetta può connotare una semplice origine geografica così far immaginare un universo di informazioni simboliche, storiche o strutturali relative a un prodotto, tali da cambiarne la percezione e il prestigio. Se assumiamo dunque come elementi probanti del “Made in” l’ideazione e la realizzazione, ecco che il verbo “fare” si tramuta in “saper fare”: un saper fare che è eccellenza, specificità, preziosa unicità.
Fra tutte le attività artigianali e post-artigianali della grande Europa – che non può e non deve essere vista solo come un Behemoth morente, ma come un orizzonte da costruire -, il “fatto ad arte”, il risultato di un mestiere d’arte eseguito alla perfezione, è forse quello che maggiormente rende testimonianza di una civiltà e di un gusto unici.

Luoghi dello spirito
Il mestiere d’arte non può prescindere dal luogo in cui viene eseguito e realizzato: è l’héritage, la tradizione, il luogo dello spirito e della materia che perpetua un saper fare radicato nella terra e nella vita delle genti. Non può prescindere dalle persone che lo realizzano, e spesso nemmeno dai materiali e dalle componenti che lo costituiscono. Per questo, in un mondo dominato dai processi di globalizzazione, il mestiere d’arte ancora testimonia l’identità, l’autenticità, l’originalità e la profonda umanità di coloro che lo praticano. In quel luogo, in quel momento, con quei gesti, quei materiali e quegli strumenti che l’eccellenza rende comprensibili.

Arte e passione
L’Europa rappresenta il centro ideale di un cosmo in equilibrio dinamico, i cui satelliti sono costituiti dalle centinaia di realtà locali che definiscono con le loro specificità e caratteristiche l’insieme dei mestieri d’arte eccellenti. L’intuizione della mente e l’intelligenza della mano non vivono di soli ricordi, o di lezioni imparate a memoria: hanno bisogno di una forza propulsiva insostituibile, la passione. La passione del cuore, che si aggiunge al trivium ideale della creatività (la mente) e della tecnica (la mano).
Non abbiamo bisogno di automi che riproducano in serie gesti standardizzati, da una parte all’altra del mondo; abbiamo bisogno di esseri umani che vivifichino le tradizioni che hanno reso speciale la loro terra, e che si aprano al futuro con la curiosità e la sapienza dell’artista. Ma anche con la scientificità e la praticità dell’artigiano.

Nuovi spazi di mercato
E che si tratti di una ricamatrice, di un designer o di figure che attualmente sfuggono alle definizioni tradizionali, l’artigiano-artista d’eccellenza del XXI secolo insegue sempre la perfezione dei gesti, la creatività della mente, la passione del cuore.

Tuttavia, risvegliare nei giovani l’amore per i mestieri d’arte è necessario, ma non sufficiente. Occorre anche rivitalizzare i committenti, cioè i clienti, e riconsiderare quanto sia importante investire in manufatti artistici il cui valore cresce nel tempo, proprio in virtù della loro unicità o preziosità.
Risvegliare il gusto per il prezioso, il fatto a mano, l’esclusivo, significa dare un nuovo slancio alla richiesta di prodotti che soddisfino simili caratteristiche: ovvero, prodotti “Made in”, realizzati ad arte nei paesi e nelle città d’Europa che da secoli perpetuano una tradizione instancabile di artigianato artistico.
La cultura del mestiere d’arte europeo è trasversale, al di là delle lingue e delle divisioni: anzi, delle divisioni e delle specificità fa un tesoro prezioso, facendone emergere le peculiarità strutturali e annunciando in tutto il mondo che è la passione creativa, ancora e sempre, a determinare la grandezza di un messaggio. E a fondarne il valore nel tempo.

Alberto Cavalli

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