I capitali per crescere si trovano in Rete

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di Luigi Dell'Olio 22 Giugno 2017 | 07:56
Nano Srl va su Opstart per il secondo round di raccolta dei capitali utili a finanziare la crescita

Non solo banche e fondi di private equity. La liquidità per crescere nel mercato si può reperire direttamente sul Web, senza perdere il controllo della maggioranza. È l’esperienza di Nano srl, startup lombarda attiva nel settore delle bevande analcoliche con il brand Diferente. Ne abbiamo parlato con la presidente Manuela Zanin.

Come nasce l’idea di rivolgervi al crowdfunding per reperire capitali?

Siamo partiti studiando il mercato. Oggi il 48% degli adulti è astemio, una quota che corrisponde a 2 miliardi di persone a livello mondiale tra chi lo fa perché non ama gli alcolici e chi per scelte salutistiche.

Questo cosa significa?

Che questa larga fetta di popolazione ha una scelta molto limitata di consumo nei momenti di socializzazione, dato che gli analcolici non sono prodotti celebrativi. Da qui l’idea di dar vita a un metodo per creare drink iconici, con caratteristiche organolettiche esclusive che ricreano quell’esperienza del bere fin qui appannaggio solo dei prodotti premium, cioè l’aperitivo e le bollicine.

E vi siete rivolti al Web per finanziare l’iniziativa…

Esatto. A gennaio abbiamo aperto su Opstart una campagna di raccolta capitali, ponendo come obiettivo 100mila euro e dopo due settimane l’abbiamo chiusa dopo averne raccolto il doppio. Da pochi giorni ne abbiamo avviato una seconda per poter crescere ancora.

Perché il crowdfunding e non il ricorso alla banca o l’apertura del capitale a un socio esterno, magari un fondo di private equity?

No alle banche perché non volevamo agire sul fronte del debito, bensì su quello dell’equity, patrimonializzando la società ed acquisendo nuovi asset – soprattutto relativi alla proprietà industriale – per poter così competere con chi già da anni è attivo nel mercato. La scelta di puntare sul crowdfunding è legata, oltre che al desiderio di venire in contatto con una pluralità di potenziali investitori, anche agli incentivi fiscali (detrazione del 30%, ndr) per chi investe su queste piattaforme. Una misura che spinge un numero elevato di persone a puntare su queste soluzioni.

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