Banca Generali accelera nel Private

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di Andrea Giacobino 30 Novembre 2017 | 08:44
Al via una nuova divisione di wealth manager. Nuova segmentazione commerciale per le reti private intorno a tre divisioni.

Banca Generali guidata da Gian Maria Mossa (nella foto) si prepara alle sfide del 2018 arrivando al traguardo di fine anno con numeri da record e un asso nella manica per presentarsi ancora più competitiva nell’ambito del private banking. Secondo quanto riporta oggi Il Sole 24 Ore, la società programma infatti una riorganizzazione delle proprie reti intorno al nuovo marchio “Banca Generali Private” che riflette gli equilibri delle masse e il posizionamento. Numeri alla mano la banca presenta l’87% delle masse, circa 46 miliardi di euro su 56,8 miliardi, riconducibili a consulenti private con portafogli significativi.

La riorganizzazione risponde alle rinnovate esigenze della clientela e favorisce lo sviluppo dei professionisti avvicinando ancor più servizi dedicati alle singole esigenze di ciascun private banker. Cambiano dunque le divisioni territoriali tra le due reti e viene dato spazio alle sinergie interne e al talento dei consulenti intorno a tre divisioni di Banca Generali private che potranno contare su supporti e iniziative sul territorio dedicate. La rete financial planner, che cuba circa il 13% delle masse e riguarda quei professionisti giovani e in crescita con portafogli fino a 15 milioni, potrà contare su strumenti e assistenza ad hoc finalizzata al percorso di sviluppo delle masse. Quella dei private bankers coinvolge la maggioranza delle masse della banca (il 53%) e riguarda circa un migliaio di professionisti che presentano una media di portafoglio vicino ai 30 milioni.

Infine la novità della nuova divisione di wealth management che riguarda poco più di 200 profili (sopra i 50 milioni) che raccolgono il 34% delle masse con portafogli medi di 80 milioni ciascuno. A loro le possibilità di un ulteriore personalizzazione e segmentazione del servizio godendo di centri wealth specializzati in 7 principali città che serviranno da base operativa. La riorganizzazione risponde al posizionamento private avviato da Mossa e punta a favorisce il miglioramento del modello di servizio e del supporto offerto a ciascuna fascia di consulenti con una propria organizzazione dedicata.

Dal suo arrivo nel 2013 Mossa ha aumentato del 50% il profilo medio di portafoglio dei consulenti (da 19 a 28 milioni) spingendo le masse da 27 a 53,8 miliardi. La raccolta viene vista a 6,5 miliardi quest’anno con una crescita del 15% dall’esercizio record del 2016 e anche novembre viene indicato come mese positivo.

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