Union Bancaire Privée: mercati, gestito e commissioni spingono ricavi e utile

A
A
A

Buoni risultati per il bilancio della società

Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti18 gennaio 2018 | 10:56

Sono stati comunicati i risultati patrimoniali annuali 2017 di Union Bancaire Privée, una delle principali banche private in Svizzera, specializzata nella gestione patrimoniale per i clienti privati e istituzionali. Lo scenario che emerge è di importante crescita dei ricavi (circa il 12% rispetto al 2016) e di ancora più sostanziosa affermazione dell’utile (in rialzo del 25%). Vediamo la genesi dei risultati attraverso i dettagli del documento trasmesso dalla stessa società.

Investimenti fruttuosi
I mercati azionari rialzisti sono stati di supportato per i ricavi, che sono saliti a quota 1,045 miliardi di CHF dai 934,6 milioni di fine 2016. Tale incremento è ascrivibile anche a un aumento delle commissioni del 14,2%, indotto dalla notevole crescita dei mandati di consulenza o discrezionali tra i clienti privati, nonché al miglioramento di 25 milioni di CHF (+10,1%) del margine d’interesse, legato in particolare al rialzo dei tassi d’interesse sul dollaro.
I costi d’esercizio sono rimasti sotto controllo attestandosi a 669,6 milioni di CHF, in crescita del 5,5% dai 634,7 milioni di CHF riportati nel 2016. Tale incremento è dovuto in gran parte alla piena incidenza dell’integrazione di Coutts in Asia (finalizzata nell’aprile 2016) e alle assunzioni effettuate in quella regione. Inoltre, tale aumento riflette anche i costi più elevati legati allʼattuazione delle normative e gli importanti investimenti nell’offerta digitale.
Il risultato operativo al lordo degli accantonamenti sale del 41,4% e raggiunge quota 271,2 milioni di CHF (contro i 191,9 milioni di CHF di fine 2016), sostenuto dalle attività di intermediazione e di consulenza che hanno beneficiato delle solide performance conseguite dai prodotti della divisione Asset Management, nonché del lancio di offerte dʼinvestimento innovative.
La redditività del Gruppo è dunque sensibilmente migliorata nel 2017, con un utile netto che si è attestato a 220,4 milioni di CHF, in rialzo del 25% dai 176,4 milioni di CHF dell’anno precedente, e un cost/income ratio che è passato al 64,1% dal 67,9% di fine 2016.
Al 31 dicembre 2017, il patrimonio in gestione ha raggiunto quota 125,3 miliardi di CHF, in crescita del 5,9% (+7 miliardi di CHF) rispetto ai 118,3 miliardi di CHF del precedente esercizio. I mercati in salita, gli afflussi netti provenienti dai clienti istituzionali (2,5 miliardi di CHF) e nuovi capitali provenienti dalla clientela privata nei mercati emergenti hanno più che compensato i deflussi legati ai processi di regolarizzazione fiscale in atto prevalentemente tra clienti non europei.

Fondamentali solidi
A fine 2017, il bilancio del gruppo ha riportato un totale di 32 miliardi di CHF, mettendo a segno un aumento di 1,2 miliardi di CHF rispetto ai 30,8 miliardi di CHF riportati a fine 2016. Lʼindice di capitalizzazione Tier 1 si attesta al 27,4%, confermandosi di gran lunga al di sopra del requisito minimo richiesto da Basilea III e della FINMA.
La gestione prudente del bilancio che caratterizza la Banca si riflette anche nel quoziente di liquidità di breve termine che si colloca al 278,4%, ossia 2,8 volte il minimo richiesto da Basilea III.

Guy de Picciotto, CEO di UBP, commenta: “Abbiamo senzʼaltro beneficiato di una congiuntura particolarmente propizia e di mercati favorevoli, ma questi risultati testimoniano anche e soprattutto gli sforzi e gli investimenti compiuti dal Gruppo negli ultimi anni, specialmente in Asia. La nostra performance del 2017 è stata conseguita in un contesto economico di supporto, ma riflette anche il buono stato di salute di cui gode il settore bancario svizzero”.


Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

La digitalizzazione finanziaria: educazione e opportunità professionali

SPORTELLO ADVISORY – Il destino crudele di un iscritto al Cai

Guardiamo nelle tasche di un private banker

Azimut, raccolta a tutto gas

Pausa estiva per Anasf

Presunte somme distratte ai clienti e non solo, sospeso ex Fideuram

Investimento passivo, una falsa sicurezza

Investimento passivo, una falsa sicurezza

Quando l’educazione finanziaria incontra la Chiesa

Azimut? Vale 50 euro

Banca Generali, gestito e assicurativo fanno bella la raccolta

Il consulente ieri, oggi e domani. La qualità al servizio del cliente

Efpa Europe, destinazione futuro

Anasf, la formazione integrativa per i consulenti

Consulenza, la correttezza dell’informazione è essenziale

Azimut, Donatoni si prende il WM…e non solo

Consulenti, 5 segnali per sapere se è il cliente giusto per te

Le pagelline dei conti delle reti (quotate)

Un appello a Di Maio per parlare anche di consulenza

ConsulenTia18, tre momenti targati Anasf

Consulente, fotografia di una professione

CheBanca!, ora pagare Anasf è più facile

Consulenza, tra banche e reti non c’è storia

Massimo Doris vale 100 milioni

Consulenza, l’indecisione fa male al portafoglio

Anasf day, impressioni di settembre

Consulenti, il giusto mix per la formazione

Consulenza, il gestito che fa gola alle famiglie

Lo spauracchio di una patrimoniale a sorpresa

Ennio e Massimo Doris: “Benvenuti nella nostra Casa”

Consulenza previdenziale: gli etf piacciono ai fondi pensione

C’è un Plus nella produzione di Fineco

Consulenti, come vivere di rendita: atto V

Ti può anche interessare

Igd Siiq punta sul mall di Ascoli Piceno

Inaugurati i nuovi 4.200 metri quadri di superficie della galleria del centro commerciale Città del ...

Real estate, a Milano le valutazioni più convenienti

Milano continua a presentare valutazioni più convenienti rispetto ad altri centri finanziari dell ...

Due ingressi per Mediobanca Private Banking

Gli inserimenti di Gerosa e Mazzola si collocano nel più ampio piano di crescita della divisione Pr ...