Chi è il miliardario saudita che punta al Milan

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Luigi Dell'Olio di Luigi Dell'Olio25 febbraio 2018 | 17:50

In Italia è conosciuto soprattutto per l’accordo raggiunto due anni con Davide Bizzi, amministratore delegato di Milanosesto, per partecipare al progetto di riqualificazione delle aree ex-Falck a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, con l’acquisto in due step del 50% del capitale.

Fawaz Alhokair (nella foto), che alcuni rumors giornalistici accreditano tra i potenziali acquirenti del Milan Calcio, ha costruito la sua fortuna con l’immobiliare e il commercio, tanto da raggiungere – secondo Forbes – una fortuna personale stimata in 1,37 miliardi di dollari. In particolare gestisce 16 grandi shopping mall in patria e diverse strutture negli Stati Uniti (per un totale di 2.100 negozi), oltre alla catena di alberghi Fas e all’impresa di costruzioni Fare. La società quotata alla Borsa di Riyad, con 13mila dipendenti e presenza in 17 Paesi, fa capo ai fratelli Abdulaziz, Salman e Abdul Majeed Fawaz, che in Italia stanno peraltro valutando investimenti anche a Roma e Torino.

Il 52enne imprenditore è poco incline ad apparire sui media ed è considerato un gran lavoratore, anche se si è tolto qualche piccolo sfizio: su tutti l’acquisto di un appartamento all’ultimo piano dell’edificio più alto di New York, il 432 Park Avenue, per il quale ha pagato 95 milioni di dollari, circa 86 milioni di euro.

La scelta di puntare al Milan potrebbe essere in qualche modo legata al lavoro a Milanosesto, dato che proprio in quell’area dovrebbe nascere il nuovo stadio dei rossoneri. A questo proposito va detto che non sarebbe stata ancora aperta una vera e propria trattativa con il club rossonero, dato che occorre prima capire quali sono le reali intenzioni (e disponibilità economiche) di Yonghong Li. L’attuale patron al momento non sembra intenzionato a mollare lo scettro, ma piuttosto a cercare qualcuno che rifinanzi il debito per allungare le scadenze rispetto ai 300 milioni di euro prestati dal fondo hedge Elliott, da restituire entro giugno. Fawaz Alhokair Group, la holding che fa capo all’imprenditore saudita,  è ricca di liquità e potrebbe agire anche come finanziatore, anche se ovviamente di ben altra portata sarebbe un’operazione sul capitale. Prima, però, Alhokair deve risolvere le grane giudiziarie che lo vedono coinvolto in patria in merito a ipotesi di corruzione.

 


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