Muzinich, obiettivo private

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La boutique del corporate credit mira a rafforzarsi tra la clientela facoltosa

Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti26 febbraio 2018 | 09:31

Il successo è spesso questione di dettagli. Quando si gareggia ad alti livelli, la migliore performance è frutto dell’espressione eccellente di ciascun singolo elemento che compone una prestazione. Questa riflessione si può benissimo applicare sul fronte degli investimenti la preferenza va ai settori energy, tlc e finanziari al mondo degli investimenti. Così sono sempre di più le realtà del risparmio gestito internazionale che decidono di focalizzarsi su precise asset class o strategie, con la finalità di poter garantire a un investitore evoluto il prodotto più adatto a una specifica esigenza. Una di queste è Muzinich, società che ha fatto delle gestioni dedicate al credito corporate il suo know how. Di questo abbiamo parlato con Domenico Del Borrello, managing director e country head Italy della società.

Quali sono gli elementi distintivi della vostra filosofia di gestione?
Siamo fortemente specializzati e riconoscibili nella gestione di una specifica asset class, quella dell’obbligazionario corporate internazionale, sia esso investment grade o high yield, con circa 40 miliardi di dollari complessivi investiti nei nostri prodotti. Non ci interessa puntare su soluzioni speculative, ma puntiamo piuttosto a un approccio conservativo che guardi in primo luogo alla solvibilità della controparte. Ne è la prova un tasso di default delle società in portafoglio pari allo 0,3% a 25 anni, contro una media di settore del 3%. Il nostro elemento distintivo risiede insomma nel fare una sola cosa da 30 anni e farla bene.

Attualmente quali settori privilegiate?
In questo momento guardiamo con interesse energia, telecom, banche e finanza. Investiamo solitamente nel segmento cosiddetto “crossover” tra investment grade e high yield, quello compreso tra la doppia e la tripla B.

Avete sviluppato accordi di distribuzione con Banca Generali e diverse banche private in Italia. Avete in mente altri sviluppi?
Vogliamo puntare con decisione verso il segmento private, confermandolo come pillar di business insieme all’istituzionale puro. I nostri comparti sono inseriti all’interno di diversi prodotti wrapper delle principali banche italiane, ma per la distribuzione diretta vogliamo ribadire il nostro impegno verso il mondo private.

Come ha inciso Mifid 2 sulla vostra attività di gestione?
In realtà, essendo noi focalizzati su un’unica asset class, possiamo dire di aver seguito le linee guida di Mifid 2 prima ancora che entrassero in vigore. Dato che la normativa spinge in direzione di una sempre maggiore specializzazione nel design dei prodotti e nella stessa consulenza, direi che Muzinich si è dimostrata fin dal principio un passo avanti.


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