Quaranta e non sentirli

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di Luigi Dell'Olio 5 Aprile 2018 | 08:18
Quaranta e non sentirli

Il passaggio generazionale che ogni anno interessa decine di migliaia di imprese italiane, ciascuna con esigenze proprie e quindi la necessità di risposte ad hoc. È il principale terreno di lavoro per Aletti Fiduciaria, che taglia il traguardo dei 40 anni di vita e si trova a vivere una nuova giovinezza dopo la fusione tra Banco Popolare e Bpm. Come racconta il presidente Maurizio Zancanaro.

Quali sono le caratteristiche e i numeri della società?

Aletti Fiduciaria, controllata al 100% da Banca Aletti, contam masse per un miliardo e mezzo di euro e 1.500 mandati. Ha sede a Milano e a Brescia e opera su tutto il territorio nazionale attraverso specialisti nelle aree giuridiche, finanziarie e fiscali. Considerata la continua evoluzione che riguarda sia il mercato, che la normativa, poniamo grande attenzione alla formazione e all’aggiornamento dei nostri professionisti, consapevoli che ogni situazione è diversa dalle altre.

Cosa è cambiato con la fusione tra Bpm e Banco?

E’ stato confermato il nostro modello focalizzato con successo ormai da anni sul segmento private e corporate. L’appartenenza al terzo gruppo bancario italiano assicura ai clienti delle fiduciarie competenze specialistiche e radicate relazioni in ambito domestico e internazionale con consulenti e gestori specializzati.

A sua volta, Aletti Fiduciaria rappresenta la risposta del gruppo alle sempre più frequenti richieste da parte della clientela di servizi qualificati e personalizzati per la tutela e la trasmissione dei patrimoni personali e aziendali. Il tutto senza dimenticare la mission della Società che, nel rispetto dei principi di riservatezza e della discrezione, si intesta e amministra per conto dei clienti fiducianti titoli, strumenti finanziari, polizze assicurative e gestioni patrimoniali.

Qual è il vostro tratto distintivo rispetto agli altri operatori?

Direi la capacità di garantire un servizio mirato in materia di passaggio generazionale, anche svolgendo l’ufficio di trustee di trust interni.

Il cambio di testimone in azienda è un tema sempre più sentito in Italia. L’evoluzione legislativa, la crisi economica e il mutato contesto sociale hanno fatto emergere in modo significativo l’esigenza di pianificare la successione nell’ambito dell’impresa familiare e il fenomeno è destinato ad assumere dimensioni ancora più importanti tenuto conto che il mondo imprenditoriale italiano ha una forte connotazione familiare.

Il consulente deve essere in grado di affiancare l’imprenditore e la famiglia per individuare le criticità, formulare possibili alternative, scegliere gli interventi necessari.

Come vi muovete su questo fronte?

Svolgendo un ruolo di regia che ha come obiettivo primario la continuità dell’impresa, da raggiungere ricercando un equilibrio tra famiglia, impresa e proprietà. Occorre gestire e coordinare aspetti eterogenei in una soluzione personalizzata e armoniosa.

L’ordinamento giuridico italiano offre diversi strumenti per il passaggio generazionale, ma la nostra esperienza sul campo dimostra che la soluzione del caso concreto richiede spesso l’impiego congiunto ed equilibrato di più strumenti, conciliando la trasmissione della proprietà e la definizione delle regole di corporate governance senza mai perdere di vista la strategia di continuità e crescita dell’impresa.

A completamento dell’offerta, Aletti Fiduciaria è in grado di garantire alla clientela una qualificata assistenza in diversi ambiti: dalla predisposizione e revisione di statuti sociali, formulazione di patti parasociali allo studio di operazioni sul capitale e di finanza straordinaria, anche con riferimento a holding estere.

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