La famiglia del latte in cartone

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Francesca Vercesi di Francesca Vercesi3 maggio 2018 | 08:10

Questa è la storia di una dinastia familiare che, giunta alla terza generazione, ha rivoluzionato il modo di conservare e trasportare gli alimenti, garantendone lunga durata e protezione degli agenti esterni. Loro sono i Rausing e l’azienda è la Tetra Pak, multinazionale che è stata fondata in Svezia all’inizio degli anni ’50 il cui primo prodotto è stato un contenitore del latte di forma tetraedrica in cartoncino, inventato per sostituire le bottiglie di vetro del latte fresco. L’intuizione permise di ridurre gli spazi, i rischi di rottura e ottenne subito un successo che spinse l’azienda a ricercare soluzioni tecnologiche sempre nuove. Adesso vale quasi 12 miliardi di euro, ha 24mila dipendenti, serve più di 190 Paesi e fa parte, insieme a Sidel e DeLaval, del colosso Tetra Laval.

 

Oltre un secolo di storia

Tutto è cominciato con Ruben Andersson (in seguito Rausing), figlio dei piccoli imprenditori August Andersson e Mathilda Fredrika Svensson, nato nel 1895 a Raus, Helsingborg. Ruben ha studiato alla Stockholm School of Economics and Business Administration e alla Columbia University. La Tetra Pak è stata creata nel 1951 come sussidiaria della Åkerlund & Rausing, azienda di cartoni alimentari e l’anno successivo è lanciato il primo contenitore Tetra Classic e, più tardi, seguito nel 1963 dal Tetra Brik, un contenitore di forma rettangolare rivestito al suo interno con un materiale impenetrabile dalle sostanze in forma liquida. Poi tutto è andato in mano a Gad Rausing, uno dei due figli, e a cascata ai suoi tre figli che ora siedono nel board of director del colosso svedese che produce sistemi integrati per il trattamento ed il confezionamento di alimenti. Nel dettaglio, si tratta di Finn, Jörn e Kirsten.

 

Presenza globale

Tetra Pak opera a livello globale attraverso 40 società, filiali di Tetra Pak International SA. A causa del basso costo relativo dei suoi prodotti finiti, i mercati emergenti sono stati sin dall’inizio molto rilevanti per il gruppo. E lo stesso avviene oggi. L’aumento dei livelli di reddito di questi mercati ha permesso un consumo più elevato di alimenti ricchi di proteine ​​come i latticini e Tetra Pak continua gli investimenti negli emergenti. Dopo aver investito quasi 500 milioni di euro in nuovi impianti di imballaggio in Russia e in Cina, ne ha costruiti di nuovi in India e Pakistan. I nuovi impianti nel sub-continente indiano forniscono la crescente domanda in Medio Oriente. L’aumento del consumo di latte nei mercati emergenti ha particolarmente riguardato il latte Uht, facilitando il trasporto e la sicurezza alimentare, aspetto favorevole per Tetra Pak i cui pacchetti asettici rappresentano i due terzi delle vendite. Il prodotto più popolare è il Tetra Brik Aseptic, best-seller dagli anni ‘70.

Politica ecologista e controversie. Negli ultimi anni la società ha progettato una forte campagna di responsabilità sociale d’impresa. Ha pubblicato una serie di obiettivi di sostenibilità, che includevano il mantenimento dei livelli di emissioni di CO2 allo stesso livello fino al 2020 e l’aumento del riciclaggio del 100%. Inoltre ha fatto sapere che aumenterà l’uso di carta certificata Forest Stewardship Council al 100% nel 2020. Ma non mancano le critiche dato che i cartoni Tetra Pak sono più difficili da riciclare rispetto ai barattoli di latta e alle bottiglie di vetro. La difficoltà sta nel fatto che il processo richiede specifici impianti di riciclaggio che non sono facilmente accessibili e che, se non riciclati, finiscono nelle discariche. Tetra Pak ha dichiarato che sta lavorando a joint venture con i governi locali di tutto il mondo per aumentare il numero di impianti di riciclaggio.

 

Accuse di monopolio

La società è stata occasionalmente oggetto di controversie, in particolare per quanto riguarda la sua posizione di quasi monopolio su alcuni mercati. La sua fusione con la società francese di produzione di PET Sidel nel 2001 ha attirato accuse anticoncorrenziali da parte della Commissione europea ma poi la Corte di giustizia europea si è pronunciata a favore di Tetra Laval. Nel 2004, Tetra Pak è stata accusata di usare il suo quasi monopolio in Cina, dove deteneva il 95% del mercato degli imballaggi in cartone asettico. E nello stesso anno, quando su Parmalat c’è stato il grande scandalo, culminato nell’arresto del proprietario Calisto Tanzi, Tetra Pak è stata accusata di aver effettuato pagamenti a Tanzi e alla sua famiglia e a una società delle Isole Cayman appartenenti a Parmalat. Tetra Pak ha riconosciuto di aver effettuato pagamenti a Parmalat ma ha dichiarato che i pagamenti erano stati effettuati come sconti per sovvenzionare operazioni di marketing e prezzi, come da prassi.


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