Il gruppo Argos lancia la sezione di Art advisory

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Con il team di Art Advisory, il gruppo ha arricchito una piattaforma già integrata ed efficiente: fanno parte della holding Argos Fiduciaria, Argos Trustees, Argos Property Management e Argos Corporate Finance.

Chiara Merico di Chiara Merico13 luglio 2018 | 10:15

Nuova sezione dedicata agli investimenti in arte per la holding Argos, nata nel 2011 a Milano, che si pone come modello di business esclusivo grazie alla rete di consulenti presenti su tutto il territorio italiano: oltre alle sedi di Roma e Forlì e con la prossima apertura a Treviso, Argos continua a crescere puntando sulla personalizzazione dei servizi e su un approccio interdisciplinare. Con il team di Art Advisory, il gruppo ha arricchito una piattaforma già integrata ed efficiente: fanno parte della holding Argos Fiduciaria, Argos Trustees, Argos Property Management e Argos Corporate Finance. L’obiettivo è rafforzare il segmento degli investimenti alternativi sempre nell’ottica di amministrazione, preservazione e valorizzazione nei passaggi generazionali. In quest’ottica va inserita la partecipazione come consulenti a WOPART (Lugano, 20 – 23 settembre 2018): la fiera giunta alla sua terza edizione riunisce al Centro Esposizione di Lugano una serie di opere sul carta, dal disegno antico e a quello più moderno.  “Il modello che proponiamo riguarda uno sviluppo integrato del patrimonio arricchito dalla view di mercato globale grazie a soluzioni su misura. Alla consulenza si affianca poi un’ampia gamma di servizi premium, per consentire al cliente di esercitare una scelta consapevole e informata che tenga conto della syasfera emotiva, estetica e culturale”, ha affermato l’amministratore delegato della holding Argos s.r.l., Rossano Vittorio Ruggeri. “Ora il gruppo Argos conta circa 2.500 rapporti di mandato attivi, 4 miliardi di masse in amministrazione e relazioni con oltre 80 gestori professionali. Ma non ci fermiamo qui: ci candidiamo ad essere protagonisti assoluti anche nel ristretto novero dei trustee professionali italiani poiché siamo convinti che l’istituto del trust possa e debba avere un ruolo sempre più importante nella pianificazione successoria delle famiglie”.


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