UBP, utile su del 5,3% nel primo semestre

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Chiara Merico di Chiara Merico19 luglio 2018 | 09:33

UTILE IN CRESCITA – L’utile netto di UBP – Union Bancaire Privèe ha riportato un aumento del 5,3% rispetto a fine giugno 2017, passando da 109,5 milioni di franchiai 115,3 milioni di franchi di fine giugno 2018. Il risultato operativo raggiunge quota 147,4 milioni di franchi, registrando un progresso del 10,1% (+13,5 milioni di CHF) rispetto ai 133,9 milioni dell’anno precedente. Il patrimonio in gestione sale a 128,4 miliardi di franchi grazie a un afflusso netto di capitali pari a 2,7 miliardi. Nel primo semestre del 2018, informa  una nota, la raccolta netta si è attestata a 2,7 miliardi di franchi, portando il patrimonio in gestione a quota 128,4 miliardi di franchi dai 125,3 miliardi di franchi di fine dicembre 2017. Questo risultato è stato raggiunto grazie ad afflussi di capitali provenienti da clienti privati e istituzionali, in particolare in Asia e Europa.

 

CRESCONO ANCHE I RICAVI – A fine giugno 2018, i ricavi hanno riportato un aumento del 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, passando da 509,6 milioni a 540 milioni di franchi. In un contesto caratterizzato da maggiore volatilità sui mercati, il calo delle commissioni di intermediazione, indotto dalla diminuzione del numero di transazioni eseguite dai clienti, è stato ampiamente compensato dall’aumento delle commissioni di gestione. Quest’ultimo fattore è legato all’incremento della quota di capitali gestiti sotto forma di fondi, di mandati discrezionali o di consulenza (advisory), che rappresentano ormai oltre il 60% degli asset in gestione. I costi d’esercizio nel primo semestre di quest’anno hanno riportato un leggero aumento rispetto al dato di fine giugno 2017, passando da 323,7 milioni di franchi di fine giugno 2017 a 341 milioni di franchi a fine giugno 2018. L’aumento è dovuto soprattutto alle assunzioni effettuate nel corso del primo semestre e agli investimenti realizzati nel digitale. Il cost/income ratio pari al 63,1% testimonia il buon controllo dei costi e la salvaguardia dei margini. L’indice Tier 1, salito al 28,2% a fine giugno, rimane di gran lunga superiore al minimo richiesto da Basilea III e dalla FINMA. La solidità della banca si rivela anche in un’eccellente rapporto di liquidità  a breve termine (LCR), che si colloca al 290,4%. “Questi risultati riflettono il dinamismo dei nostri team e la nostra capacità di rispondere alle attese dei clienti, in un contesto di mercato più difficile da comprendere. Intendiamo continuare a investire per rafforzare la nostra presenza sui mercati per noi prioritari e ad ampliare l’offerta di soluzioni innovative per la clientela privata e istituzionale”, spiega Guy de Picciotto, ceo di UBP.


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