Finanza comportamentale, sei cappelli per pensare

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di Luigi Dell'Olio 26 Settembre 2018 | 07:25

Spesso ci capita di entrare in un circolo vizioso da cui a volte sembra impossibile uscire, dove tutto è uguale a se stesso, tra cui il pensiero, che diventa ripetitivo. Sembra che non ci sia un modo di avere pensieri nuovi e originali. Eppure a volte basterebbe avere un metodo per poter interrompere questo circolo vizioso e trasformarlo in virtuoso.

Uscire dal loop

Edward De Bono, psicologo maltese, ci viene in aiuto.

Secondo De Bono è sicuramente possibile interrompere questo loop di pensieri attivando il pensiero laterale. A differenza del pensiero verticale che, per risolvere un problema o elaborare una strategia, si rifà all’interpretazione delle esperienze già vissute e alle competenze acquisite, quello laterale ci fa uscire dal ragionamento logico e la creatività diventa centrale nella attivazione di pensieri e possibilità alternative.

La risposta è dentro di noi

De Bono ci invita a sganciarci dall’idea che le buone scoperte debbano essere figlie di rigidità, spingendoci ad addentrarci nel territorio sconosciuto dell’attesa, della pazienza e dell’osservazione del caos interiore, assicurandoci che da questa attesa verranno risultati migliori.

Come allenarsi? De Bono ci propone “la tecnica dei sei cappelli”, che può essere applicata in gruppo ma anche da soli, per riuscire ad avere pensieri nuovi.

La forza di questa tecnica consiste nel fatto che una volta “indossato” un certo tipo di cappello tenderemo ad associare i nostri pensieri a quel cappello e a quello che ci “obbliga” a fare.

Nuovi sentieri da percorrere

Vediamo quindi quali sono i sei cappelli. Il cappello bianco è quello del ragionamento analitico e imparziale, che riporta i fatti così come sono, che fa analisi dei dati, raccolta di informazioni, precedenti, analogie ed elementi raccolti senza giudicarli. Il cappello rosso è l’espressione libera dell’emotività: esprimere di getto le proprie intuizioni ed emozioni. Il cappello nero rileva gli aspetti negativi, le ragioni per cui la cosa non può funzionare. Il cappello giallo rileva gli aspetti positivi, i vantaggi e le opportunità. Il cappello verde indica alternative creative, nuove idee, analisi e proposte innovative, visioni insolite.

Il cappello blu stabilisce priorità, metodi, sequenze funzionali. Pianifica, organizza e stabilisce le regole del gioco.

In sintesi, quando applichiamo questo metodo, interpretiamo sei ruoli diversi guardando alla situazione/problema da sei punti di vista differenti a seconda del cappello che indossiamo.

Il metodo dei “sei cappelli per pensare” consente quindi di interpretare vari punti di vista, anche lontani da noi e dal nostro abituale modo di essere, questo ci consente di liberarci da schemi di pensiero che spesso si rivelano disfunzionali.

A cura di Maria Grazia Rinaldi

 

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