Colafrancesco nuovo ad di Banca Intermobiliare

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Luigi Dell'Olio di Luigi Dell'Olio17 ottobre 2018 | 11:25

Prosegue il rilancio di Banca Intermobiliare. Il cda ha nominato Matteo Colafrancesco (nella foto)  amministratore delegato.

Nelle scorse settimane la private bank ha approvato il nuovo piano d’impresa dopo aver ricevuto l’ok della Banca d’Italia all’aumento di capitale previsto dal fondo inglese Attestor.

Bim intende posizionarsi come piattaforma attiva nella fascia alta del mercato italiano del private banking. Il tratto caratteristico di questo servizio rispetto al resto dell’offerta, spiega una nota, è il fatto di essere “reso da un operatore indipendente ed erogato per il tramite di un numero ristretto di private banker qualificati, in grado di garantire un servizio personalizzato a clienti con esigenze di consulenza evoluta”.

Di pari passo è stato avviato il piano di sviluppo della rete commerciale con il reclutamento di private banker altamente qualificati.

La redditività degli asset è prevista pari a 95 punti base al 2021, in linea con le best practices internazionali. Intanto la società ha messo in campo una serie di iniziative per rinnovare la struttura operativa, con l’obiettivo di portare il cost/income ratio a 81% a fine piano. Sono previste specifiche iniziative di razionalizzazione di tutte le voci di spesa, anche attraverso il perseguimento delle sinergie possibili con le società controllate. Comunque non si agirà solo sul lato dei tagli, dato che il board ha dato l’ok a investimenti per 17 milioni di euro.

Inoltre è prevista una riduzione degli Rwa (Risk-Weighted Assets, attività ponderate per il rischio) a circa 600 euro/m (1100 euro/m al 30 giugno 2018), con requisiti patrimoniali di vigilanza superiori ai livelli regolamentari minimi.

Inizia quindi ufficialmente un nuovo capitolo per la storia professionale di Matteo Colafrancesco, figlia di un passato altrettanto importante. La prima sfida di Colafrancesco, diventato a.d. e direttore generale di Banca Fideuram nel giugno del 2007, fu di ripristinare il perimetro originario e, soprattutto,  il senso d’appartenenza di promotori  finanziari e dipendenti (delusi dal de- listing del titolo) a una realtà leader di  mercato.
Un obiettivo centrato perché  Colafrancesco si è guadagnato la stima e il rispetto dalla rete, oltre per la  sua storia fatta di gavetta e profonda conoscenza del business sul campo (fu prima area manager e poi direttore  generale di San Paolo Invest), per l’impegno e la determinazione profusa nel rilancio e consolidamento della leadership del gruppo Banca Fideuram sul mercato. E numeri alla mano la  cura del top manager ha effettivamente sanato le ferite e ridato slancio e entusiasmo ai promotori finanziari.
Dal  2008 al 2014 il patrimonio di Banca Fideuram è cresciuto di oltre un terzo passando da 60 miliardi a 90 miliardi di euro (già a 96 miliardi nel primo  trimestre 2015), i promotori sono saliti da 4.200 a oltre 5.000, l’utile net- to consolidato è balzato da 176 a 401  milioni di euro. I risultati raggiunti da Banca Fideuram, infatti, sono frutto  di una impostazione strategica chiara, focalizzata su due fattori chiave: la consulenza e il private banking. Per quanto riguarda la consulenza, l’idea di fondo imposta da Colafrancesco è di sfruttare l’opportunità rappresentata dalla Mifid, la direttiva europea sui servizi d’investimento, sviluppando un modello che andasse molto oltre la semplice compliance alla normativa. Il primo risultato tangibile di questa vision è il rafforzamento del servizio di consulenza “base”, offerto gratuita- mente ai clienti, con un livello di sofisticazione e monitoraggio del rischio che prevede la profilatura finanziaria e l’analisi preventiva di adeguatezza di ogni singola operazione rispetto all’intero portafoglio detenuto dal cliente.  X Il modello “Sei” Il secondo risultato, a partire dal 2009, è lo sviluppo del modello di consulenza evoluta “Sei” a pagamento che consente il controllo ex ante ed ex post dei principali fattori di rischio, sia in relazione al patrimonio gestito in Banca Fideuram e sia per le risorse detenute presso altri intermediari. Con riscontri di gradimento notevoli: Fideuram a oggi ha raggiunto più di 27 miliardi di masse sotto consulenza  “Sei” e di 62.000 clienti hanno sotto- scritto il servizio.  X “Alfabeto Fideuram” L’altro asse strategico individuato da Colafrancesco è il private banking.  Viene realizzata una service line dedi- cata ai clienti private, sviluppati pro- dotti a sempre maggior tasso di personalizzazione e integrata l’assistenza fornita con servizi non strettamente  finanziari come servizi fiduciari, con- sulenza specialistica Tax & Legal, immobiliare o successoria. Con in più la sfida di “Alfabeto Fideuram”, per diventare la prima private advisory bank  a fornire servizi di consulenza finanziaria totalmente integrati tra il canale  fisico e digitale.


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