Sul copyright la Ue batte un colpo

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Private di Private23 ottobre 2018 | 07:35

di Marcello Gualtieri

 

La Ue batte un colpo. Finalmente, invece di limitarsi all’applicazione burocratica di formule di cui nessuno ha mai dimostrato il fondamento scientifico, il 12 settembre ha approvato una norma che è destinata a modificare radicalmente il panorama dell’informazione sul web, così come l’abbiamo conosciuta (ed anche apprezzata) fino ad oggi. Cosa cambia? Per l’utente finale (cioè i lettori) niente, continueranno ad accedere a notizie provenienti da tutto il mondo, in maniera del tutto libera, gratuita e senza censura. Cambia invece molto per gli Ott (acronimo di Over The Top) e per gli editori.

 

Nuovo schema

Gli Ott sono le grandi piattaforme on line, da Google a Facebook . Fino ad ora hanno avuto accesso ai contenuti online di tutte le testate giornalistiche (tradizionali o informatiche) e lo hanno replicato liberamente sulle proprie piattaforme. Niente retribuzione agli editori, mentre gli Ott vendono agli inserzionisti gli spazi pubblicitari che i lettori vedono (volenti o nolenti) sui banner posti al top della pagina o nel corpo dell’articolo. In pratica una macchina da soldi per Google & C.: solo ricavi e zero costi per i contenuti. Una forma di capitalismo deviato con il chiaro sapore della rapina (informatica).

La Ue, con una decisione che è rimasta in bilico sino al momento della votazione, ha approvato una direttiva che impone ad ogni Stato membro di fare in modo che gli editori ricevano compensi “consoni ed equi” per l’uso dei loro prodotti da parte delle grandi piattaforme, quindi con esclusione dell’utilizzo non commerciale dei link che resta quindi libero e gratuito.

 

I prossimi step

Una boccata di ossigeno per una industria, quella della informazione, alle prese con una crisi dalla quale può uscire solo adeguandosi al mondo che è cambiato, ma che comunque ha il pregio di produrre un prodotto documentato, con una firma e una responsabilità per quello che si scrive, il che al tempo delle fake news non è affatto poco.

Il percorso verso la concreta realizzazione del principio contenuto nella direttiva è ancora lungo e sarà certamente tutt’altro che lineare, ma la strada è tracciata. Se la Ue si occupasse di questi temi, sarebbe percepita non più come una istituzione di burocrati lontani dalla realtà, ma come una grande comunità di popoli che solo dalla unione può trarre la forza per tutelare cittadini e imprese dalle distorsioni del mercato.

 


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