Zegna, una storia italiana

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Francesca Vercesi di Francesca Vercesi7 novembre 2018 | 07:00

Dall’alta sartorialità maschile di lusso agli accessori di qualità come scarpe, occhiali da sole, guanti, cappelli e profumi. Fino alle linee yacht, studiate per andare in barca, grazie alla capacità di rendere la lana idrorepellente. Quella di Ermenegildo Zegna è un’azienda che nasce familiare e, pur nel segno della tradizione, si fa conoscere al mondo mettendo in atto una politica di diversificazione passata anche attraverso alcune importanti acquisizioni.

 

Gli inizi

Angelo Zegna, orologiaio di mestiere, inizia a tessere la lana da quattro telai. Dei suoi dieci figli è stato l’ultimo, Ermenegildo nato nel 1892, a rilevare quella che è diventata una delle attività familiari più note e dinamiche d’Italia. È stato lui, diciottenne, a fondare il Lanificio Zegna nel 1910 nel cuore delle Alpi biellesi, a Trivero, in Piemonte, terra di acqua e di lana. Secondo i suoi obiettivi, questi tessuti sarebbero dovuti essere “i più belli del mondo”. E così è andata. Dato che il Gruppo Ermenegildo Zegna è ancora una delle esportazioni italiane più acclamate, Ed ecco che dall’apertura del primo lanificio che ne porta il nome, sono trascorsi più di cento anni e quattro generazioni.

 

La svolta

Ermenegildo è stato il pioniere, l’imprenditore che guarda lontano. È lui a trasformare un laboratorio in una base per lo sviluppo della multinazionale odierna. Sue sono le intuizioni di ricalibrare la produzione sull’alta qualità e di puntare su un marchio proprio, identificato da subito con il nome di famiglia. Per primo fa pubblicità e marketing sulle stoffe: mette il proprio nome lungo i bordi dei tessuti, una trovata in seguito adottata da molti altri. Compra nuovi macchinari dall’Inghilterra, seleziona le fibre più fini e pregiate direttamente nelle lontane terre di origine: le lane in Australia, il cashmere in Mongolia, il mohair in Sud Africa, l’alpaca e la vicuňa in Perù. A continuare la ricerca di lane superfini e di tessuti sempre più morbidi e preziosi con i quali creare pantaloni e giacche sono gli eredi di Ermenegildo, tanto che oggi il gruppo Zegna è uno dei maggiori acquirenti mondiali di fibre naturali.

 

Legame con il territorio

Ermenegildo si trova a sfidare gli inglesi, primi produttori al mondo di tessuti di lana e patria di sarti da uomo divenuti leggenda. L’industria cresce e alla fine degli anni Trenta si contano mille operai, pubblicità sui treni che collegano le città italiane e cominciano le esportazioni verso gli Stati Uniti. Ma Ermenegildo è sempre stato profondamente legato al territorio. A Trivero ha fatto costruire una biblioteca, una palestra, un ambulatorio, case per gli operai, strade per collegare gli alpeggi di montagna. Del nonno Ermenegildo, morto nel 1966 a 74 anni, la nipote Anna ricorda il rito della lettura del giornale. “Ogni pomeriggio andavo a casa di nonno Gildo a leggergli l’articolo di fondo pubblicato su La Stampa. Non ci capivo niente ma ci mettevo un’attenzione pazzesca”.

 

La seconda generazione

I figli Aldo e Angelo, come il nonno, cominciano a lavorare al fianco del padre da ragazzi. Angelo ricorda l’ingresso in fabbrica a 12 anni, nelle pause lasciate dalla scuola. Una volta laureati, i due si dedicano a tempo pieno all’impresa e succedono al padre negli anni ‘60. Subentrano al timone dell’azienda e fanno il salto nell’abbigliamento. Accanto alla produzione di stoffe introducono quella di abiti finiti e nel 1968 aprono a Novara lo stabilimento per la confezione di pantaloni, cappotti e giacche. L’abbigliamento acquista un peso crescente: oltre il 90% del giro di affari viene da abiti e accessori, solo una minima parte arriva dal tessile. E nel 1972 cominciano il business degli abiti su misura. Non nel biellese ma in Svizzera, nel Ticino, a Stabio e Mendrisio dove Aldo e Angelo avevano trasferito parte della produzione. Nel corso degli anni ‘80 la filiera Zegna cresce attraverso l’apertura dei primi negozi monomarca, a Parigi nel 1980 e a Milano nel 1985. Alla fine degli anni ‘90 parte una strategia, basata sulla verticalizzazione, sulla diversificazione e sulla “brand extension”. L’obiettivo? Espandere il business degli accessori e arricchire la gamma di prodotto appartenenti allo Stile Zegna.

 

Successione blindata

Aldo e Angelo hanno 4 figli ciascuno. Per garantire la solidità dell’impresa ed evitare divisioni, gli Zegna si sono dati una struttura societaria ferrea e hanno pianificato i passaggi generazionali. La Monterubello (dal titolo di conti di Monterubello ottenuto nel 1941), società semplice costituita nel 2006, detiene il controllo di Ermenegildo Zegna holditalia, a capo dell’operativa Lanificio Ermenegildo Zegna. Agli otto cugini spetta il 12,5% a testa. Gli Zegna non si sono mai quotati in borsa. Ma recentemente c’è stato un rimescolamento delle quote: Andrea Zegna ha venduto per un corrispettivo di quasi 40 milioni di euro gran parte delle sue azioni con un valore nominale di 20 mila 580 euro che possedeva nella Monterubello. Andrea è fratello di Paolo Zegna, vicepresidente della cassaforte e presidente dell’unica controllata, nonchè cugino di Ermenegildo (detto Gildo), presidente di Monterubello di cui è il principale azionista. La vendita da parte di Andrea di titoli per un valore nominale di 12 mila 091 euro è stata ripartita fra dodici delle 16 persone fisiche attualmente vincolate al patto sociale e i primi due compratori sono stati Gildo e Paolo, seguiti da Anna, Benedetta, Laura, Elisabetta, Renata e alcuni dei loro eredi. Su 8 cugini, 6 lavorano in azienda. Accanto a Paolo e Gildo ci sono le sorelle Laura, Renata, Anna e Benedetta (e alcuni mariti). Anna si occupa anche della Fondazione Zegna, Laura dell’oasi naturalistica sulle montagne di Trivero, un parco naturale di 100 km2 che si estende da Trivero fino alle vette di Bielmonte, progetto avviato da Ermenegildo Zegna negli anni Trenta, durante un’imponente opera di valorizzazione ambientale.

 

 

La campagna di acquisizioni

La diversificazione del gruppo è passata anche attraverso alcune importanti acquisizioni. Nel 1999, il gruppo Zegna ha acquistato la casa di moda Agnona, mentre dal 2002 controlla l’azienda Guida, proprietaria del marchio di pelletteria Longhi. Nel settembre dello stesso anno, Zegna ha costituito la società ZeFer, una joint venture paritetica con il Gruppo Salvatore Ferragamo per gestire, nel mondo, lo sviluppo di Zegna nel settore delle calzature e della pelletteria. Nel 2003, Zegna ha aumentato la propria presenza nel mercato cinese, attraverso l’acquisto del 50% dell’azienda SharMoon, appartenente alla famiglia Chen, che produce abiti di alta qualità per il mercato cinese. Gli Zegna sono stati tra i primi italiani a sbarcare in Cina negli anni Novanta e a intercettare i gusti della nuova classe medio-alta cinese per l’abbigliamento di lusso (il primo negozio apre a Pechino nel 1991). Del 2003 è anche il lancio del primo profumo Zegna: è Essenza di Zegna, distribuito da YSL Beauté. Nel 2005, a questa fragranza si è aggiunta Z Zegna, anch’essa prodotta e distribuita nel mondo dalla divisione cosmetica del Gruppo Gucci. Nel 2007 il lancio di Zegna Intenso.

 

La fotografia del gruppo

L’azienda distribuisce i suoi prodotti su oltre sessanta mercati mondiali e ottiene all’estero il 90% del suo fatturato. Nel 2016 Zegna acquisisce il 60% della Bonotto, azienda tessile di fascia alta di Molvena, Vicenza, con un fatturato di una trentina di milioni di euro e nel 2017 Zegna cede a un gruppo americano lo stabilimento di Città del Messico che produce abiti e giacche destinati a Stati Uniti e America Latina (le produzioni messicane saranno riportate in Europa). Infine, nel gennaio 2018 Zegna e l’imprenditore Vincenzo Caldesi si aggiudicano all’asta il Cappellificio Cervo di Biella, fermo dal dicembre 2016 e messo in liquidazione dal tribunale biellese. In partnership, come socio d’opera, Artigiana Cappellai della famiglia Borrione. Alla fine di agosto 2018 la società acquista per oltre 400 milioni di dollari l’85% dell’americana Thom Browne, valutata complessivamente 500 milioni di dollari. Oggi il Gruppo Ermenegildo Zegna conta più di 7mila dipendenti in tutto il mondo e un totale di 525 boutique (298 delle quali sono gestite direttamente). Più del 90% delle vendite del gruppo deriva dall’esportazione; la Cina continua a essere il mercato principale, seguita dagli Stati Uniti. I ricavi del 2017 viaggiano a 1,183 miliardi di euro. “Ogni generazione deve guadagnarsi l’azienda di famiglia”, ha detto una volta Aldo Zegna. La prossima è la quinta.


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