Così la finanza alternativa sostiene le Pmi

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Luigi Dell'Olio di Luigi Dell'Olio13 novembre 2018 | 07:58

La finanza alternativa comincia a uscire da una dimensione di nicchia e a proporsi come una soluzione importante per le piccole e medie imprese italiane a caccia di liquidità. Secondo uno studio pubblicato dagli Osservatori Entrepreneurship & Finance della School of Management del Politecnico di Milano, tra il 2017 e il primo semestre 2018 le Pmi italiane hanno raccolto circa 3,5 miliardi di euro dagli investitori di finanza alternativa.

La quota più importante di capitali è arrivata tramite il canale dei minibond, che costituiscono il 51% del mercato (contro il 28% del periodo 2008-2018) e 1,84 miliardi di finanziamenti generati. Al secondo posto si trova il private equity (considerato solo per le operazioni di expansion e replacement) e il venture capital, al 22% del mercato.

Comincia ad assumere una certa consistenza anche l’invoice trading,che vale il 16% del mercato e che nei 18 mesi ha prodotto un flusso di finanziamenti quasi pari a quello dell’ultimo decennio. Ancora minoritari, ma in crescita il crowdfunding (3%) e le Ico (al 2%).


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