Aste, botti di fine anno

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Private di Private29 novembre 2018 | 07:27

di Alessandro Cuomo

Dopo la settimana calda di Frieze London e Frieze Masters, le clamorose aggiudicazioni di Christie’s e Sotheby’s, il quadro autodistrutto di Banksy venduto a un milione e trecentomila sterline, l’attenzione torna nuovamente sulle aste italiane.

Mercato in crescita

Globalmente la situazione è positiva e la crescita del mercato dell’arte (che vale oltre 60 miliardi l’anno in tutto il mondo) non si è ancora fermata.

Secondo il Rapporto Artprice 2018, appena pubblicato, la crescita del contemporaneo è continua. Basquiat si conferma ancora il re delle grandi aste americane, e ben nove italiani sono presenti nella Top 500 degli artisti con i fatturati più alti.

Il consolidamento del mercato dell’arte contemporanea si deve a una domanda sempre crescente degli artisti diventati imprescindibili, ma anche alla proliferazione dell’offerta e a un contesto economico particolarmente favorevole. Per la prima volta dalla crisi finanziaria del 2008, i quattro principali indicatori della salute del mercato dell’arte contemporanea sono tutti positivi negli ultimi 12 mesi, con una crescita uniforme, quest’anno, in termini di prezzi, di lotti venduti e di volume totale delle vendite. Il prezzo medio di un’opera contemporanea venduta all’asta passa dagli 8.400 dollari alla fine del XXI secolo ai 28mila dollari di oggi, dopo aver toccato un picco di 38.800 nell’esercizio 2013/14.

 

BOX

 

  • il fatturato mondiale dell’Arte Contemporanea, in crescita del 19%, tocca 1,9 Mrd$
  • il numero di lotti venduti aumenta del 17% con 66.850 aggiudicazioni
  • il tasso mondiale di invenduti rimane stabile al 39%
  • l’indice dei prezzi dell’Arte Contemporanea aumenta del 18,5%

 

 

L’America punta sul moderno

Sempre secondo il Report Artprice, l’arte contemporanea rappresenta il 14% del numero di vendite all’asta totale di belle arti, contro il 12% del fatturato. Attualmente supera il periodo dei maestri antichi e quello del XIX secolo, sia in termini di ricavi derivanti dalle vendite che per numero di scambi. Tuttavia, non può ancora competere con l’arte del Dopoguerra e l’arte moderna che concentrano, complessivamente, il 68% del valore globale del mercato dell’Arte. Il mercato americano in particolare si è maggiormente concentrato sull’arte moderna (soprattutto con la vendita della collezione Rockefeller nel maggio 2018) ed è stato fortemente marcato dal record storico del Salvator Mundi di Leonardo de Vinci nel novembre 2017.

 

Nomi in vista

Tra gli artisti più quotati del 2018 si confermano alcuni grandi internazionali: Basquiat, Christopher Wool, Mark Bradford o Richard Prince. In particolare Basquiat, a cui si devono 20 delle 100 migliori aggiudicazioni dell’anno, resta il primo pilastro economico del mercato contemporaneo. Si distinguono anche vari artisti cinesi, forti di un mercato interno motivato di fronte alla potenza americana.

La potenza finanziaria del mercato dell’arte contemporanea in verità si basa solo su una manciata di artisti: i 500 artisti più venduti generano l’89% del profitto mondiale, sui 20.335 contemporanei di cui almeno un’opera è stata aggiudicata tra luglio 2017 e giugno 2018. Il trio di testa – composto da Basquiat, Doig e Stingel – concentra, da solo, il 22% delle entrate mondiali, vs il 27% per il podio dell’esercizio precedente costituito da Basquiat, Doig e Wool.

 

Le piazze di riferimento

Londra, New York, Pechino e Hong Kong concentrano l’82% del fatturato mondiale per l’arte contemporanea, ma solo il 17% dei lotti venduti. Gli Stati Uniti restano la prima piazza del mercato mondiale, anche se l’egemonia di New York quest’anno mostra segni di cedimento. Il mercato americano si è maggiormente concentrato sull’Arte Moderna (soprattutto con la vendita della collezione Rockefeller nel maggio 2018) ed è stato fortemente marcato dal record storico registrato dal Salvator Mundi di Leonardo de Vinci nel novembre 2017.

Il Regno Unito (545 milioni di sterline) e la Cina continentale (298 milioni) realizzano, per invece, un’eccellente performance, in rialzo rispettivamente del 55% e del 15%. Londra consolida sul Mercato di fascia alta: 86 opere contemporanee sono state vendute a più di un milione nella capitale inglese, contro le 53 dell’anno scorso.

 

 

Appuntamento italiano

Il 5 dicembre 2018 sarà nuovamente il turno di Finarte con la consueta asta dedicata all’arte moderna e contemporanea. Un catalogo variegato e molto ampio offre una panoramica sul ‘900 italiano che da un paio d’anni a questa parte sta dando grandi soddisfazioni ai collezionisti.

Segnaliamo, tra i lotti più interessanti, un nucleo di opere in ceramica di Arturo Martini e Lucio Fontana, estremamente appetibili in termini di stima e molto richieste dal collezionismo più colto e raffinato. Intrigante un volume di Dadamaino, del 1959, 90x70cm, stimato 50-60.000 euro. Infine in evidenza due preziosi oli di Gino Severini provenienti da una pregiata collezione parigina, in vendita con stime comprese tra i 20-30.000 euro.

 

 

 


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