Private bank in salsa carioca

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Luigi Dell'Olio di Luigi Dell'Olio18 dicembre 2018 | 06:39

Nelle periodiche fasi di turbolenza che hanno caratterizzato l’economia brasiliana negli ultimi decenni, Itaú Private Bank ha continuato a rappresentare un porto sicuro per i detentori di grandi patrimoni del più grande e popoloso Paese sudamericano.

 

Leadership continentale

Asset in gestione per 60 miliardi di dollari, 60mila clienti, 650 consulenti a livello internazionale e 15 uffici in sei Stati. Sono i numeri della più grande private bank latinoamericana, che ha il proprio headquarter a San Paolo e altri due hub, uno a Miami, creato nel 2007 per servire principalmente i sudamericani presenti negli Stati Uniti, e Zurigo, che da baricentro per le attività europee. Altre piazze importanti sono New York, dove opera buona parte dei gestori (compresi quelli specializzati negli investimenti alternativi, il filone sul quale scommette con maggiore forza in prospettiva) e le isole Bahamas, che offre servizi fiduciari sofisticati.

 

Le attività di business

La società offre servizi di private banking – dalla consulenza per gli investimenti alla gestione del portafoglio, dal trading ai fondi, fino alla pianifazione patrimoniale – a persone facoltose e alle loro famiglie.

Fornisce anche servizi bancari, come conti di deposito e di deposito, depositi a tempo e certificati di deposito, servizi di pagamento delle bollette, trasferimenti di denaro e valuta estera, oltre a carte di debito e di credito.

 

L’evoluzione storica

Nata nel 1945 con il nome di Banco Central de Crédito, e ridenominata poi Banco Federal de Crédito, ha vissuto una prima fase di forte espansione negli anni Settanta, attraverso l’aggregazione di una serie di private bank locali, per poi accelerare lo sviluppo sul finire dello scorso secolo grazie a una serie di investimenti in tecnologie e soluzioni per l’automazione. Gli anni Duemila sono stati soprattutto all’insegna del rafforzamento dell’organico, con l’arrivo

di alcuni tra i più noti professionisti della consulenza sul mercato brasiliano.

La forza e la reputazione societaria, hanno convinto il management a mantenere il brand Itaú Private Bank International e la relativa autonomia gestionale anche dopo il 2008, quando la controllante Itaú si è fusa con Unibanco dando vita a Itaú Unibanco. A guidare la private bank è João Luiz de Medeiros, che coordina la prima linea manageriale composta da otto membri.

 

Reclutamento sempre aperto

Alla stregua di quanto avviene in Europa, anche il mercato sudamericano del private banking è caratterizzato da frequenti cambi di casacche tra i professionisti. Uno degli ultimi ingressi di peso in Itaú Private Bank ha riguardato Daniela Bueno do Prado, che dalla sede di Miami è da qualche settimana responsabile internazionale delle soluzioni di prodotto. Il ruolo era stato precedentemente ricoperto da Maria Vogt a Zurigo. Guida un team di sette membri ed è anche responsabile delle relazioni con i gestori patrimoniali, nonché della selezione degli investimenti per la private bank.

In primavera, invece, era stato nominato il nuovo ceo per la Svizzera, Gustavo Henrique Penha Tavares, da quasi 30 anni nel gruppo, dove ha ricoperto ruoli di responsabilità crescente. In questa funzione riporta direttamente a Carlos Constantini, responsabile di tutte le operazioni internazionali della banca private, nonché numero uno del mercato statunitense.


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