Notz Stucki, fiuto per il talento

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Luigi Dell'Olio di Luigi Dell'Olio7 gennaio 2019 | 10:24

All’evento che segnava il debutto nel mercato italiano, organizzato a inizio autunno in un hotel milanese, le prime file (con posti debitamente riservati) erano occupati da rampolli di alcune delle più famose famiglie imprenditoriali italiani.

Così, anche se il gruppo Notz Stucki custodisce gelosamente i nomi dei propri clienti, si può avere un’idea di massima del peso di questa wealth management company, fondata nel 1964 a Ginevra e nota soprattutto per il fiuto nell’individuazione di manager degli investimenti di grande talento, poi rivelatisi fuoriclasse degli investimenti alternativi. È stato il caso del notissimo George Soros, artefice dell’attacco alla lira nel 1992 e oggi impegnato soprattutto in attività filantropiche. Così come di Paul Tudor Jones, la Cassandra del crack borsistico del 1987, e l’icona degli hedge fund Louis Bacon.

 

Fee in chiaro

Il gruppo genevrino, che negli anni Settanta è stato il primo a dar vita a un fondo di fondi – poi diventato strumento comune per l’offerta alla clientela di private banking -, adotta un modello ridotto all’essenziale. “Scegliamo i migliori gestori al mondo per le diverse asset class o specializzazioni e prevediamo due tipologie di fee: per la gestione e per eventuali extraperformance, calcolate su base annuale, senza sotterfugi”, racconta il country manager italiano Giacomo Calef (nella foto), appena 35 anni, ma già una lunga esperienza alle spalle nel wealth management presso realtà come Merrill Lynch International, Banca Albertini Syz e Azimut. La società conta asset in gestione per circa 10 miliardi di franchi svizzeri, con il segmento del private banking che conta per il 40% del totale e la clientela italiana che è la terza più importante dopo quella svizzera e la francese.

Oltre alla gestione dei fondi, centralizzata in Lussemburgo, Notz Stucki si occupa anche di consulenza ai detentori di grandi portafogli, con 120 professionisti in giro per l’Europa.

 

Tra recruiting e acquisizioni

“Abbiamo scelto di aprire nella Penisola perché abbiamo clienti da tre generazioni, che hanno espresso la necessità di essere seguiti da vicino a fronte di una crescente complessità dei mercati”, aggiunge il manager. Che spiega così i piani per l’Italia: “Cresceremo portando nuove professionalità del wealth management all’interno della nostra struttura, con l’obiettivo di accrescere il numero dei clienti, che oggi sono circa 1.200 nel nostro Paese”. Se la crescita per linee interne è la priorità, il manager non esclude acquisizioni. “Il settore è alle prese con una concentrazione dettata dalla crescente concorrenza e dalla Mifid 2 che comprimono i margini. Ci guardiamo intorno, in cerca di qualche piccola realtà che possa apportare valore aggiunto al nostro gruppo”.

Notz Stucki in Italia punta su quattro Ucits: tre sono costruiti secondo profili differenti di rischio (bilanciati, conservativi, equity Usa) e uno è tematico, sul lusso. “Per la clientela facoltosa è fondamentale andare a caccia di opportunità al di fuori degli orizzonti più battuti”, conclude Calef, “anche nella consapevolezza di poter puntare alla valorizzazione nel medio-lungo periodo”.

 

 

 


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