Banca Generali, il futuro è oggi

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Andrea Giacobino di Andrea Giacobino6 febbraio 2019 | 07:42

Crescita, solidità e ritorno per gli azionisti. Sono questi gli obiettivi delle linee guida del nuovo piano triennale di Banca Generali. Davanti alla platea di analisti e investitori istituzionali lo scorso 3 dicembre a Londra la squadra del top management della banca (il ceo Gian Maria Mossa, nella foto, il cfo Tommaso Di Russo, i due vice dg Andrea Ragaini e Marco Bernardi e il coo Riccardo Renna, e  – novità nel settore – accompagnati anche dalla testimonianza sul campo di due consulenti private coinvolti nella presentazione in inglese sul palco) hanno illustrato le strategie per accelerare la fase di sviluppo superando le incognite dei mercati e alcune criticità che stanno coinvolgendo l’asset management, in primis le pressioni sui margini dall’evoluzione normativa e dalla concorrenza di diversi strumenti di investimento.

Discontinuità nella continuità

La ricetta per proseguire nel percorso di crescita si arricchisce di nuovi ingredienti inediti nella banca del Leone – “Discontinuità nella continuità” era infatti il titolo dell’Investor Day – che prevedono: l’estensione dell’offerta di soluzioni su misura nell’ambito private toccando la sfera degli investimenti illiquidi, nuova presenza digitale del brand e un nuovo home banking e applicazioni dedicate non solo ai consulenti ma anche direttamente i clienti, e per la prima volta un esplicito riferimento allo sviluppo internazionale.

“Stiamo entrando in una nuova fase di crescita con una serie di azioni che ci consentiranno di marcare ulteriormente il nostro posizionamento distintivo come banca private raggiungendo importanti obiettivi dimensionali e di redditività; crediamo fortemente nella validità del nostro modello di business centrato sulla figura del consulente private per la protezione dei patrimoni che andiamo a rafforzare grazie a soluzioni uniche di investimento e a nuovi servizi di wealth management”, ha spiegato il numero uno Gian Maria Mossa.

Accelerazione attesa

I numeri del piano sono chiari. La società punta a crescere del 30% le attuali masse (58,5 miliardi al 30 settembre) raggiungendo nel 2021 un livello compreso tra i 76 e gli 80 miliardi. Sul fronte operativo è stato garantito un livello di costi pari alla metà della crescita dei ricavi (con variazioni tra il 3 e il 5% all’anno), e un ritorno per gli azionisti sempre compreso tra il 70-80% degli utili complessivi con una cedola che non scenderà mai dal picco distribuito nel 2017 (1,25 euro ad azione), anno record in termini di risultato netto grazie al contributo delle performance. Nonostante le incognite di mercato le stime di raccolta sono solide indicando un tetto di almeno 14,5 miliardi, di cui un contributo importante, nell’ordine di 2,1-3,4 miliardi, affidato ai nuovi flussi per le nuove attività annunciate in Svizzera.

Proiezione internazionale

Mossa ha infatti comunicato di aver siglato un’intesa per rilevare il 90% della boutique di Lugano Valeur Fiduciaria specializzata in gestioni e servizi di investimento private con in pancia 1,3 miliardi di franchi di masse. “Vediamo spazi di crescita per il nostro modello di consulenza private anche in Svizzera, un mercato che, con l’evoluzione normativa che ha portato alla massima trasparenza dei dati, ha continuato a crescere toccando i 7.300 miliardi di franchi a fine 2017, grazie alle caratteristiche difensive intrinseche alla piazza elvetica che riguardano la solidità del modello produttivo-industriale e  l’opportunità di diversificazione valutaria” aggiunge l’amministratore delegato della banca spiegando che l’operazione straordinaria rappresenta un punto di partenza per lo sviluppo all’estero, e in particolare sul mercato elvetico dove ha in programma l’allargamento dell’operatività tramite propri banker sul territorio e, in prospettiva, l’ampliamento del raggio d’azione della boutique dando vita ad una vera e propria operatività bancaria.

Podio nel mirino

Nell’ultimo trimestre del 2018 Banca Generali si è confermato il player più dinamico non solo nell’ambito delle reti di consulenti, ma anche tra le realtà di private banking. Valeur è infatti la seconda operazione straordinaria dopo quella di Nextam Partners a inizio ottobre in Italia, selezionata sia per le competenze nelle gestioni dello storico team di Carlo Gentili, sia per le opportunità legate alle sinergie di servizi da affiancare alle grandi famiglie nell’advisory specializzata della Sim che conta ormai 5,5 miliardi di patrimoni. Numeri alla mano la società viene collocata dalle analisi di Magstat al quarto posto nella classifica delle private bank in Italia, direttamente a ridosso delle grandi realtà emanazione di istituti commerciali. Guardando alla crescita delle masse private, che ricoprono ormai oltre il 70% dei quasi 60 miliardi stimati a fine 2018, più il contributo di Nextam, il modello di reti di consulenti di Mossa rischia di superare anche il livello del BancoBpm posizionandosi addirittura sul podio del settore.

Spazio ai grandi portafogli

E pensare che fino a qualche anno fa i dati fotografavano una società molto diversa nella sua connotazione. Tra il 2005 e il 2012 Banca Generali ha accompagnato quasi mille promotori all’uscita, salvo poi ripartire con un intenso processo di riqualificazione ed inserimenti mirati volti a favorire le competenze e lo sviluppo verso l’alto delle professionalità. Dai 1.400 consulenti di inizio 2013 ai quasi 2 mila attuali, il trend al rialzo è coinciso anche un innalzamento progressivo del portafoglio pro-capite passato da meno di 19 a quasi 30 milioni di euro: 10 milioni in più di crescita per ciascun consulente della banca del Leone contro una media di 6 milioni nel mondo Assoreti. Questi nuovi ingressi sono giunti perlopiù da importanti private bank e banche retail (70% degli inserimenti), mentre il restante 30% è arrivato da altre strutture di reti e boutique finanziarie.

Approccio olistico

Ma, oltre ai consulenti, sono saliti soprattutto i clienti nella fascia alta di mercato. Le famiglie con disponibilità finanziarie oltre i 500 mila euro sono infatti aumentate da 10 mila circa ad oltre 22 mila. Le masse sono più che raddoppiate passando da 29 miliardi a fine 2013 ai quasi 60 attuali. “Negli ultimi 5 anni siamo passati da società attiva nella distribuzione di fondi di investimento e gestioni, ad un modello di consulenza per la protezione dei patrimoni a 360°, potendo contare sulla qualità dei nostri professionisti, l’approccio olistico al wealth management, ed un digital mindset senza eguali che ha potuto sfruttare l’approccio aperto a livello informatico, per trasformare la banca in un vero e proprio hub private capace di assemblare, personalizzandole alle nostre esigenze, le migliori piattaforme e best practices internazionali” racconta Mossa. Il mercato non è stato indifferente di fronte a questi cambiamenti. In Borsa il titolo della banca del Leone nell’ultimo decennio risulta ai primi posti di piazza Affari con un ritorno del 925% in termini di total return, mettendosi in luce come uno dei migliori “asset gatherer” in Europa.

Apertura al fintech

La banca si colloca al centro dell’attenzione nello scacchiere dei servizi finanziari non solo per lo slancio nella crescita per linee esterne, ma anche per le caratteristiche innovative della propria offerta. Nelle linee guida triennali la società ha presentato i dettagli della partnership con la banca fintech danese Saxo Bank, con cui ha dato vita ad una sim (Bg Saxo) per i servizi di trading e digital wealth management. “Dopo il via libera dagli organi di controllo siamo in partenza col progetto pilota su un campione di profili operativi ed entro il primo trimestre saremo in grado di offrire la migliore piattaforma per il trading in Europa all’interno del nostro digital banking con nuove opportunità, non solo per quei consulenti e clienti interessati direttamente alle operazioni sui diversi titoli, ma anche per quei servizi a valore aggiunto per le imprese come ad esempio la copertura dinamica dai cambi” spiega l’amministratore delegato.

Frontiera digitale

La partnership nasce dall’approccio di open banking scelto da Banca Generali che rappresenta una delle colonne strategiche più importanti nel piano al 2021. L’orientamento ad un “ecosistema digitale” entra infatti in una nuova fase dove all’integrazione di differenti piattaforme (come ad esempio il sistema dell’americana Pega per il portale del credito, la piattaforma di private certificates strutturata con Bnp Paribas, il robo for advisor sviluppato intorno al modello di Ubs poi personalizzato) si aggiungono nuovi servizi e strumenti focalizzati sui clienti. Quindi una nuovo home banking, applicazioni dedicate, onboarding dal sito per l’apertura dei conti in modalità e tempi che si preannunciano al vertice del panorama italiano per semplicità e immediatezza, e una presenza più marcata del brand nel digitale stesso. Da inizio dicembre sono anche attivi i pagamenti digitali Apple Pay, Samsung Pay e Google Pay, a conferma della rinnovata attenzione non solo alle soluzioni di private banking ma anche all’operatività quotidiana. Per Mossa “entriamo in una nuova esperienza del digitale con i clienti che potranno usufruire di interfacce all’avanguardia per rapidità e facilità di utilizzo; l’avvio della piattaforma con Saxo rappresenta poi uno spartiacque da quanto presente sul mercato potendo contare su una vastità di strumenti senza eguali e una qualità nel meccanismo di pricing di valute e derivati che si preannuncia fortemente competitivo anche per i nostri servizi alle imprese”.

Sfide normative

Per quanto concerne l’impatto della Mifid 2 e le previste pressioni sui margini che allarmano il settore del risparmio, all’Investor Day i vice Dg Ragaini e Bernardi hanno spiegato di attendersi una riduzione dei costi soprattutto nell’asset management, ma di riuscire a mantenere la redditività su livelli competitivi grazie al mix d’offerta e di strumenti. In primo luogo soluzioni come i private certificate per l’amministrato, la maggiore penetrazione dell’advisory evoluta con meccanismi di fee flessibili (on top alla consulenza complessiva o a fee only a seconda del servizio) che dovrebbe raggiungere i 5,5-6 miliardi di masse nel 2021, la nuova flessibilità nei crediti contro-garantiti, la diffusione dei nuovi fondi Lux Im già protagonisti nella rosa di novità di questo 2018, per non parlare delle novità nelle gestioni illiquide per la clientela private, o ai nuovi servizi di family office.

Il new normal

Tutte soluzioni studiate per garantire un futuro da protagonista della banca nel futuro, dichiara Mossa: “Certamente le condizioni di mercato sono sfidanti, dobbiamo poi renderci conto che veniamo da un decennio di grande liquidità nel sistema ce ha provocato non poche distorsioni. Ma la solidità del nostro piano, la qualità della nostra squadra e la nostra capacità di innovazione in termini di strumenti e servizi sempre più distintivi ci fanno guardare con grande fiducia al futuro. Abbiamo dalla nostra i migliori professionisti e un modello di business che punta decisamente sulla forza delle loro competenze. Un modello d’eccellenza che siamo pronti a esportare che crediamo continuerà a rappresentare anche nei prossimi anni la migliore risposta alle tematiche di protezione e pianificazione patrimoniale per le famiglie”.

 


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