Albacore, banker di famiglia

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Francesco Fabiani, chief executive officer di Albacore Wealth Management, si racconta e delinea l’evoluzione in atto nella gestione dei grandi portafogli

Luigi Dell'Olio di Luigi Dell'Olio19 febbraio 2019 | 07:03

In abbinata con il padre Antonio ha gestito (e valorizzato) per molti anni il patrimonio della famiglia De Benedetti. Quindi la scelta di dar vita a un multi family office specializzato nel seguire gli interessi delle grandi famiglie europee, soprattutto italiane e svizzere. Francesco Fabiani, chief executive officer di Albacore Wealth Management, si racconta e delinea l’evoluzione in atto nella gestione dei grandi portafogli.

 

Da Starfin, per oltre 20 anni uno dei più noti single family office del nostro Paese, alla scelta di evolvere in Albacore per rivolgersi a una pluralità di famiglie. Cosa vi ha spinto a questo cambiamento?

Ci siamo resi conto che, se da una parte il mercato tende a premiare le private bank di grandi dimensioni perché riescono a generare economie di scala, dall’altra sta crescendo la domanda di assistenza su misura per preservare e valorizzare i patrimoni più complessi

 

Quali sono i vostri numeri?

Albacore Wealth Management assiste una trentina di famiglie imprenditoriali con asset investiti per circa 600 milioni di euro. La controllata Alvarium Investments, invece, al 30 settembre scorso contava asset in gestione per circa 15 miliardi di dollari. Il team è composto da 14 professionisti tra avvocati, fiscalisti, analisti finanziari, analisti strategici ed esperti di family business.

 

Quali sono gli spazi di crescita per una realtà come la vostra senza perdere i tratti caratteristici della boutique?

Fermo restando che restiamo autonomi nell’assistenza alla clientela, abbiamo da poco raggiunto un accordo con Alvarium Investments – che a nostro avviso è il partner ideale data la sua presenza internazionale – grazie al quale offriremo nuove opportunità d’investimento, in particolare nelle aree del private equity, del real estate a livello globale e nel settore delle tecnologie digitali.

 

Come sono stati scelti i settori?

Si tratta di comparti di nicchia, che possono offrire rendimenti interessanti, a fronte delle difficoltà che caratterizzano oggi le principali asset class. Aggiungo che, alla luce di questo accordo, è allo studio l’apertura di una sede a Milano in partnership tra le due società. Gli uffici di Albacore restano invece a Lugano, dato che questo non costituisce un ostacolo per raggiungere agevolmente la clientela italiana, per lo più ubicata nel Nord della Penisola.

 

Parliamo un po’ di lei: quali sono le sue passioni e come la aiutano nel lavoro?

Non ho hobby particolari. Il lavoro mi impegna davvero tanto. Il poco tempo libero che mi resta lo dedico alla famiglia.


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