Private, Banca Euromobiliare punta forte sulle gestioni patrimoniali

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Francesca Vercesi di Francesca Vercesi15 marzo 2019 | 08:16

Cresce la complessità dei bisogni della clientela che richiedono competenze diverse e diversificate per la gestione dei loro grandi patrimoni. Il cliente private oggi ha richieste molto specifiche, che richiedono una preparazione approfondita. Tanto che il private banking sta assumendo un ruolo attivo non solo rivolto al rendimento degli investitori privilegiati, ma anche una funzione specifica all’evoluzione positiva al sostegno della crescita. Tra gli attori principali in Italia nell’erogazione di servizi ad alto valore aggiunto tra consulenza e gestioni patrimoniali personalizzate c’è Banca Euromobiliare: 11 miliardi di euro di patrimonio gestito, 36 filiali e centri dedicati alla consulenza patrimoniale, 400 professionisti tra consulenti finanziari e private banker. Nel 2018 ha inserito oltre 20 professionisti provenienti dalla concorrenza. PRIVATE ne ha parlato con il direttore generale Matteo Benetti.

Quanti modelli di servizio avete?

Abbiamo migliorato l’offerta con un servizio di global wealth advisory per la tutela e la valorizzazione nel tempo del patrimonio. Si tratta di un’assistenza qualificata nella pianificazione patrimoniale, nel passaggio generazionale e nell’ottimizzazione fiscale, nei servizi assicurativi, nei servizi fiduciari e nella gestione del portafoglio immobiliare. Un servizio che è stato recentemente rafforzato con la nascita di Euromobiliare Advisory Sim, la nuova società dedicata al servizio di gestione dei patrimoni, alla consulenza indipendente e a quella patrimoniale erogata dalle reti di wealth management del Gruppo Credem. Nei prossimi anni punteremo sulla consulenza patrimoniale integrata.

Avete novità in cantiere in termini di prodotti e servizi?

Le gestioni patrimoniali personalizzate rappresentano da sempre la soluzione più apprezzata dai nostri clienti: trasparente, semplice, libera da conflitti d’interesse e soprattutto gestita con responsabilità. Abbiamo quindi arricchito l’offerta con una Gestione Patrimoniale multilinea a ombrello, “PortfolioSuite”. Il progetto nasce dall’intento di migliorare la value proposition per un segmento di clientela evoluto, di aumentare il livello di innovazione e flessibilità dell’offerta, con soluzioni di investimento semplici e chiare.

E nel corporate finance?

Stiamo implementando la gamma di offerta attraverso la valorizzazione delle competenze interne al team guidato da Simone Citterio. All’interno della struttura di private banking abbiamo creato un team dedicato principalmente allo sviluppo della quota di mercato e valorizzazione del brand guidato da Luca Martinetti Osculati. Dal lato dei prodotti stiamo rafforzando l’offerta di strumenti di pagamento evoluti e sviluppando ulteriormente la consulenza nell’ambito amministrato visto anche il particolare momento di mercato.

Cosa vi chiedono oggi i clienti rispetto al passato?

In questa fase la principale minaccia è l’emotività. I clienti chiedono più affiancamento, che riteniamo indispensabile per accompagnare le scelte d’investimento e per gestire l’ansia che si genera. L’elemento cardine per la tutela degli investimenti è l’elevata attenzione al controllo dei rischi. Per farlo occorre diversificare. I clienti poi vogliono un partner affidabile per gestire anche gli asset non finanziari e la programmazione nel passaggio generazionale. Ci chiedono protezione e supporto, a cominciare dai clienti imprenditori.

Come sta andando la gestione di Mifid 2?

Sgiamo con trasparenza e indipendenza sulla consulenza evoluta e abbiamo sempre adottato un modello ad architettura aperta, garantendo un servizio di elevato standing. Sul fronte commerciale e di relazione con il cliente credo che l’industria debba riformulare il modello di servizio: in uno scenario in cui i margini sono in progressiva riduzione, la sostenibilità del business per la consulenza (e per l’intermediario) porterà a una selezione naturale dei professionisti. Dovranno avere elevata preparazione tecnica, di relazione, certificata.

Molti clienti di alto profilo sono anche imprenditori: come vi state muovendo in questo senso?

Per la famiglia imprenditoriale abbiamo costruito una strategia ad hoc per la gestione del patrimonio personale dei suoi membri. Si fonda su individuazione, valutazione e combinazione di fattori di opportunità/rischio aziendali e della famiglia, di criteri di asset allocation e portfolio management propri di Banca Euromobiliare. Inoltre i nuovi imprenditori vogliono essere i fondatori di un’economia sostenibile: pertanto il nuovo consulente finanziario dovrà avere una competenza adeguata anche in tema di responsabilità sociale d’impresa. Abbiamo sostenuto la Fondazione I Bambini delle Fate, dedicata al supporto delle famiglie di bambini e ragazzi affetti da autismo e altre disabilità. Inoltre  prosegue la collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi per sostenere la ricerca scientifica con un focus su longevità, cambiamento delle abitudini alimentari e degli stili di vita, malattie neurodegenerative, diagnostica e terapia oncologica.

 


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