Banca private del territorio

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Francesca Vercesi di Francesca Vercesi23 aprile 2019 | 09:38

Quando a fine 2016, la bresciana Banca Valsabbina ha avviato il Progetto Private Banking, c’erano 35 consulenti dedicati al comparto del risparmio gestito e della bancassicurazione. Oggi la squadra è composta da 57 professionisti esperti sul passaggio generazionale, sulle soluzioni assicurative o la protezione e crescita del patrimonio. Paolo Gesa, responsabile divisione business di Banca Valsabbina, racconta il suo sviluppo professionale e i prossimi piani strategici di gruppo.

Qual è il suo ruolo in Banca Valsabbina?

Da ottobre 2016 ricopro il ruolo di direttore business di Banca Valsabbina, coordinando le aree commerciali (incluso il private banking), gli affari societari e la pianificazione strategica.

 

Qual è stato il suo percorso formativo e professionale?

Dopo la laurea in Scienze Economiche, con specializzazione in Moneta, Finanza e Risk Management, nel 2008 sono entrato in Banca Valsabbina, dove ha iniziato nella funzione di controllo di gestione e risk management, poi sono stato nominato responsabile della pianificazione strategica, prodotti e marketing, fino alla nomina nel 2016 a Direttore della Divisione Business. Dal 2017 sono membro della commissione Abi della Lombardia e da fine 2018 faccio inoltre parte del Consiglio di Amministrazione di ViViBanca, con cui Banca Valsabbina ha sviluppato una partnership per la promozione di contratti di finanziamento con cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

 

Lei è responsabile anche del private banking. Ci spiega?

Sì. Un servizio che Banca Valsabbina ha lanciato alla fine del 2016. Siamo partiti con 35 consulenti espressamente dedicati al comparto del risparmio gestito e della banca assicurazione. Oggi ci sono 57 consulenti, sono professionisti esperti in ambiti come la gestione del passaggio generazionale del patrimonio, le soluzioni assicurative o la protezione e crescita del patrimonio.

 

È un numero in linea con i vostri obiettivi?

Assolutamente sì, considerando che siamo partiti con l’obiettivo di formare un team di 60 professionisti entro la fine del 2019. Forniamo un servizio di consulenza di due tipi. Dal 2018, a tutti coloro che sottoscrivono prodotti del risparmio gestito viene offerta una versione base del servizio, in forma gratuita e senza limite di importo, con un universo raccomandabile definito in 5 fund houses, oltre a obbligazioni della banca, prodotti assicurativi e Titoli di Stato o Sovranazionali. C’è poi il servizio di consulenza di livello avanzato: questo è a pagamento, pensato per una clientela con un patrimonio di almeno 100mila euro, prevede un’offerta ampliata a oltre 50 fund houses e una logica di costruzione del portafoglio diversificata per grado di rischio, oltre a un monitoraggio costante della posizione per valutare insieme al cliente nel continuo le opportunità offerte dai mercati. Grazie alla costante formazione del personale e alla promozione effettuata sul territorio, gestiamo oltre 400 mln nell’ambito del servizio avanzato di private banking.

 

Quanti sono i vostri numeri e cosa avete cambiato nell’era di Mifid2?

Abbiamo superato i 100mila clienti, mentre la raccolta supera i 5 miliardi.

Per noi Mifid 2 è stata un’opportunità di efficientamento del processo di vendita che ci ha consentito di innalzare significativamente il livello qualitativo del servizio e di tutela dei risparmiatori. Essere una banca del territorio, vicina alle famiglie e al suo tessuto economico e imprenditoriale, è per noi un vantaggio, un fattore distintivo. La nostra dimensione ci consente di essere più reattivi e di cogliere le opportunità ancora presenti sul mercato con maggiore velocità rispetto ai colossi.

Una volta smessi i panni del professionista, quali sono le passioni di Paolo Gesa?

Sport e natura. Vivo una vita caotica, non c’è niente di meglio per ricaricarsi dallo stress di una passeggiata in montagna o di una pedalata. Quando riesco, nel week end, salgo in sella con nuovi obiettivi da raggiungere: la bicicletta è una splendida metafora della vita, per conquistare le vette ci vuole molta fatica e determinazione. La stessa che serve sul lavoro e che chiedo ai miei collaboratori ogni giorno per raggiungere gli ambiziosi obiettivi della banca. Gli sportivi di successo sono uno splendido esempio: ammiro Cristiano Ronaldo, un mostro soprattutto di testa, ed ero un tifoso di Paolo Savoldelli, che ha vinto due Giri d’Italia senza essere il più forte, ma grazie all’intelligenza tattica e alla determinazione.

 


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