Private banking, la stella del Continente nero

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Francesca Vercesi di Francesca Vercesi11 luglio 2019 | 08:51

Standard Bank of South Africa Limited è uno dei maggiori gruppi finanziari del Sudafrica, con una presenza in 20 paesi del Continente nero. Quotata alla Borsa di Johannesburg dal 1970, è stata fondata nel 1862 a Londra con la ragione sociale di Standard Bank of British South Africa da un gruppo di uomini d’affari guidati da un politico di destra molto rilevante sulla scena del business, John Paterson. Un anno dopo, ovvero nel 1863, inizia a operare a Port Elizabeth, dove comincia rapidamente a incorporare altre banche locali.

Legami con i diamanti

Tra le tante attività sui cui si è esposta, sin dall’inizio, c’è stato un aspetto cruciale, da cui sono arrivate masse che l’hanno portata ad arricchirsi in fretta: il ruolo, fondamentale, che ha avuto nel finanziamento e nello sviluppo dei campi diamantiferi di Kimberley nel 1867. Nel 1881, in considerazione del fatto che la rete delle filiali fosse cresciuta anche fuori dalle aree di dominio britannico, la banca decide di eliminare l’aggettivo ‘British’ dalla ragione sociale e assume il nome, appunto, di Standard Bank of South Africa Limited. E sempre nell’ambito delle risorse naturali, quando viene scoperto l’oro nel Witwatersrand, il gruppo finanziario si espande verso nord e nel 1886 apre un’agenzia a ‘Ferreira’s Camp’ (quella che sarebbe diventata Johannesburg), diventando così la prima banca ad aprire uno sportello nei campi auriferi del Witwatersrand. Nel 1901 apre una seconda filiale a Johannesburg (oggi quartier generale), in Eloff Street. Fra gli anni Novanta dell’Ottocento e i primi dieci anni del Novecento la banca apre molte filiali nei paesi africani. Nel 1912 è anche la volta di un ufficio a New York. Negli anni Cinquanta la Standard Bank contava già circa 600 filiali in Africa.

Dal Camerun al Gambia

Nel 1962 la banca britannica operativa in vari paesi africani cambia il nome in Standard Bank Limited, mentre si costituisce una società controllata cui viene conferita l’attività in Sudafrica, la quale assume il nome storico di Standard Bank of South Africa. Ed ecco che nel 1965 la Standard Bank assorbe la Bank of West Africa, espandendo così la propria attività in Camerun, Gambia, Ghana, Nigeria e Sierra Leone.

Nel 1969 esiste ancora la holding Standard Bank di Londra ed è questa a fondersi con la Chartered Bank of India, Australia and China, dando vita alla Standard Chartered Bank. Il nuovo istituto decide di espandersi anche in Europa e negli Stati Uniti. Nello stesso anno si costituisce la Standard Bank Investment Corporation (oggi Standard Bank Group) come holding della banca sudafricana. Nel 1985 la banca rete sudafricana cambia nome da Standard Bank PLC a Standard Chartered Bank Africa PLC. Nel 1986 la Lloyds Bank tenta una scalata ostile al gruppo, ma l’esito è negativo e l’operazione finanziaria è un buco nell’acqua. In ogni modo, l’episodio in questione spinge la Standard Chartered a trasformarsi, mettendo in atto, tra l’altro, una serie di cessioni, in particolare delle proprie attività negli Usa e in Sudafrica. Così la Union Bank è stata venduta alla Tōkyō Ginkō e la United Bank of Arizona alla Citicorp.

 

Nuova rotta

Durante gli anni Settanta e Ottanta la Standard Chartered aveva gradualmente ridotto la sua partecipazione nello Standard Bank Group. Nel 1987 cede la rimanente quota del 39% nel 1987, trasferendo la piena proprietà della holding agli investitori sudafricani. Da quel momento la Standard Bank sudafricana è completamente separata dalla Standard Chartered. Dopo la separazione il nome Standard Bank è usato dal gruppo bancario sudafricano, che si è espanso fuori dal Sudafrica, fino ad avere una consociata in Gran Bretagna, la Standard Bank London. Nel 1992 la Banca ha rilevato la rete della ANZ Grindlays Bank in otto paesi africani. Molti degli istituti di credito acquisiti furono ribattezzati ‘Stanbic Bank’, per evitare confusioni con la ormai distinta (e rivale) Standard Chartered. Negli anni Novanta vengono rilevate parecchie altre banche africane, che hanno adottato il nome Stanbic. In particolare nel 2002 la Standard Bank ha acquisito il 90% della Uganda Commercial Bank, la più grande banca ugandese, che è stata ribattezzata Stanbic Bank (Uganda) Limited. Nel 2007 la Industrial and Commercial Bank of China ha acquisito una quota di circa 20% della Standard Bank. Contemporaneamente lo Standard Bank Group ha acquisito il controllo della IBTC Chartered Bank. Questo ha dato alla controllata Stanbic IBTC Holding un’importante presenza in Nigeria. Anche in Mozambico la locale Standard Bank SARL è una delle principali banche del paese, in cui è presente da 120 anni. Nel 2014 lo Standard Bank Group apre un ufficio di rappresentanza ad Abidjan, in Costa d’Avorio, e questo ha rappresentato l’ingresso del gruppo nel mercato francofono. Nel 2015 la banca costruisce lo Standard Bank Incubator per sostenere le piccole e medie imprese. Il gruppo finanziario spazia dai servizi bancari classici, assicurativi fino al wealth management e al corporate e investment banking e sta investendo molto in tecnologia. Nel corso degli anni ja conseguito più premi, il più rilevante quello del 2012 quando è stata la prima in classifica come brand bancario sudafricano di valore da parte della Brand Finance South Africa (Bfsa) Top 50.

I numeri

A fine 2018, Standard Bank Group è il maggior gruppo africano quanto ad asset gestiti che sono pari a 148 miliardi di dollari. Gli utili si sono attestati a 2,1 miliardi e la capitalizzazione di mercato è di 20 miliardi. La banca impiega più di 54mila persone ma sta mettendo in atto un taglio di circa 1200 posti di lavoro a causa della trasformazione digitale (la banca ha appena stretto una partnership con Microsoft che le fornisce servizi cloud per funzioni aziendali interne come la tesoreria, la finanza, il wealth management e le risorse umane. Il CET 1 ratio è pari al 13.5%, opera in 20 paesi africani e possiede una partecipazione di controllo nella compagnia assicurativa quotata in Sudafrica, Liberty Holdings Limited. Quanto ai manager presenti nel board, composto da 16 persone, il chairman e direttore indipendente non esecutivo è Thulani Gcabashe, mentre Dr Hao Hu e Jacko Maree sono i deputy chairman. Arno Daehnke è il direttore finanziario del gruppo. La chief executive del wealth management è una donna: Margaret Nienaber.

 


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