Private banking, dalla Svizzera un segnale preoccupante

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Luigi Dell'Olio di Luigi Dell'Olio27 agosto 2019 | 07:19

La selezione dal lato dell’offerta è destinata a proseguire. Secondo uno studio realizzato da Kpmg (disponibile a questo link), il numero delle private bank presenti in Svizzera è crollato da quota 163 nel 2010 a 101 a fine giugno del 2019. Eppure, sottolineano gli esperti, molti degli istituti continuano a faticare sul fronte della redditività, che resta fortemente legata agli andamenti del mercato. In generale, le private bank continuano a perdere quote di mercato.

Si tratta di un declino destinato a proseguire? “Economicamente la Svizzera non ha bisogno di più di 20 banche private”, è la conclusione di Philipp Rickert , uno dei due partner di Kpmg che hanno firmato lo studio. In particolare, il futuro è in forse per gli istituti che contano un patrimonio gestito inferiore a 5 miliardi di franchi. Costituiscono oltre la metà delle banche private svizzere (53 per la precisione e insieme gestiscono solo il 4% dei patrimoni globali in mano al settore) e sono complessivamente meno efficienti dei loro concorrenti più grandi.

La svolta, prosegue lo studio, non può che essere legata a un profondo rinnovamento dei modelli di business, con un utilizzo più profondo della tecnologia. Serve anche un ricambio generazionale ai vertici, in buona parte occupati dalle stesse persone da oltre un decennio.

 


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