La dinastia dei banchieri purosangue

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Francesca Vercesi di Francesca Vercesi7 ottobre 2019 | 06:51

Francesca Vercesi

 

 

Weatherbys è abituata alle richieste insolite dei suoi clienti, grandi e piccoli. Negli ultimi anni, per esempio, alla banca privata è stato affidato il compito di gestire un portafoglio di un ippodromo in modo che il proprietario potesse arrivare a finanziarsi, in fretta e furia, un’azienda agricola. In primavera, al prestigioso appuntamento della competizione di cavalli purosangue Royal Ascot, la settima generazione della famiglia che ha in mano le redini del gruppo, tra cappellini e gilet, si è mostrata in grande spolvero per affrontare l’ennesimo passaggio generazionale. Ininterrotto. Questa poliedrica compagine societaria, del resto, ha alle spalle 250 anni di storia. Weatherbys è una realtà inglese, nata nel 1770 e basata a Wellingborough, Northamptonshire.

 

I business principali

Finanzia le corse dei cavalli britanniche attraverso la sua amministrazione centrale grazie a un contratto con la British Horseracing Authority, agisce da banca private e mantiene il Thoroughbred breed register (registro di razza purosangue). Tutto è cominciato con il primo Mr Weatherby, James Weatherby, nominato per servire il Jockey Club in qualità di segretario nel 1770. Per 200 anni, Weatherbys ha avuto sede a Londra ma verso la fine degli anni ‘60 si è spostata a Wellingborough. Per la maggior parte della sua storia, Weatherbys è stata una società familiare ma nel 1994 è diventata una società a responsabilità limitata e oggi ha circa 350 dipendenti.

 

Crescita per step

Il mio antenato, James Weatherby, era impiegato nel Jockey Club”, ha raccontato al Telegraph Roger Weatherby, che ha in mano le attività della Weatherby Private Bank ed è amministratore delegato del Jockey Club. “Prosegue il nostro ruolo di collettori del premio in denaro che poi va distribuito: business che abbiamo iniziato nel 1770”, ha precisato. E ha aggiunto: “Avanzando fino al 1791, un altro antenato ha creato il libro genealogico generale per tutti i cavalli che corrono. Ogni cavallo da corsa al mondo è registrato tramite un libro genealogico che può essere ricondotto a quello. Siamo molto orgogliosi della nostra storia”. Weatherbys ha nelle sue mani ogni aspetto del business delle corse dei cavalli britannici, dalla gestione del montepremi fino alla produzione di passaporti per cavalli, e negli anni Novanta stava macinando somme così ingenti da dover richiedere una licenza bancaria. E così è andata.

 

Passaggio generazionale

Il padre dell’attuale boss Roger Weatherby, che è entrato a far parte dell’azienda di famiglia in crisi dopo un’acquisizione mal riuscita di una stamperia belga, si è ritirato due anni prima che la banca venisse costituita e ha lasciato i suoi figli al comando. Il fratello maggiore Johnny, amministratore delegato dell’ippodromo di Ascot, fondato nel 1711 dalla regina Anna d’Inghilterra per disputare corse di cavalli purosangue e sede della prestigiosa Royal Ascot Meeting, ora gestisce la parte sportiva dell’azienda. “Johnny ed io siamo i guardiani di questa generazione. Le sei generazioni prima di noi sono riuscite a tenere l’azienda in piedi e dobbiamo fare lo stesso”, ha detto Roger Weatherby, oggi chief executive della Weatherbys Bank e con un inizio di carriera come agente di cambio a Cazenove.

 

 

Nuova rotta

Quanto al futuro, il ceo ha un obiettivo chiaro: allontanarsi sempre di più dal mondo delle scommesse, “perché sono più le volte che perdo”, e tentare di affrancare l’immagine della banca come contenitore dei soldi delle competizioni ippiche. Nel tentativo di cambiare faccia e di attirare milionari più giovani (sono necessari circa 5 milioni di sterline per diventare cliente), la banca sta investendo un milione di sterline in nuove tecnologie. “Puntiamo soprattutto su face ID e smartwatch: al momento stiamo lavorando a un dispositivo che consente ai clienti di indossare una carta contactless da indossare al polso o al collo”, spiega Weatherby. Veterano della Marathon des Sables (cinque maratone in sette giorni in tutto il Sahara), ha attraversato diversi paesi a cavallo e ha fatto un epico viaggio in Antartide.

 

Tra Brexit e concorrenti

Oltre a lottare per catturare nuovi clienti (soprattutto i Millenials) da rivali come Coutts e Hoare & Co, Weatherby sta valutando il potenziale impatto della Brexit. Dice che attualmente c’è carenza di personale per le scuderie e molti campi di addestramento fanno affidamento a quelli provenienti da Europa e Asia e che la Brexit potrebbe esacerbare il problema. Anche la libertà di movimento per i cavalli da corsa tra Regno Unito, Irlanda e Francia sarà probabilmente diversa, dopo la Brexit, appesantendo di burocrazia il settore. Per ora, la Brexit non ha avuto un impatto diretto sulla banca, i cui clienti hanno per lo più sede nel Regno Unito. Solo qualche cliente sta pianificando di trasferire la propria ricchezza, intanto gli utili pre-tasse dello scorso anno sono aumentati del 33% a 7,6 milioni di sterline, mentre gli attivi sono aumentati del 16% a 878 milioni di sterline. Il manager sa che le mosse dei clienti potrebbero cambiare dopo Brexit, se i prezzi delle case dovessero abbassarsi e la città perdere il suo status di centro finanziario. “Se così dovesse andare, considererò un’ipotesi di fusione ma una cosa è certa: non vogliamo assolutamente diventare preda di qualche colosso bancario”, ha precisato.


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