Case museo da abitare

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Private di Private21 ottobre 2019 | 06:48

Alessia Zorloni

Trasformare la propria abitazione in una splendida galleria di opere d’arte non è nuovo ai collezionisti. Fin dagli inizi del Novecento, facoltosi mecenati hanno aperto le porte delle loro abitazioni ai visitatori: basti pensare alla Frick Collection di New York, museo dal 1935, ma per anni dimora del magnate dell’acciaio Hanry Clay Frick, oppure al Peggy Guggenheim Museum di Venezia, un tempo casa privata della stessa Peggy e ora uno dei principali musei d’arte contemporanea italiani. Questa prassi è continuata per tutto il secolo scorso fino ad arrivare ai nostri giorni, dove è sempre più comune imbattersi in moderne case-museo: da Villa Panza a Varese, alla Sammlung Boros a Berlino fino ad arrivare alla Charles Riva Collection di Bruxelles, gli esempi sono moltissimi, sparsi in tutto il mondo.

Vivere nel bello

L’intento principale è quello di rendere accessibili a un pubblico ampio intere collezioni e di creare un dialogo stimolante tra le opere d’arte e l’ambiente domestico che le ospita. Cambia anche il ruolo del visitatore. Non è spettatore ma ospite e come tale percepisce la dissolvenza della formalità della galleria a favore della distesa quotidianità della casa.

Un legame profondo e appassionato con gli artisti contemporanei e le loro opere ha sempre contraddistinto a partire dagli anni ’50 la vita di Giuseppe Panza di Biumo. La villa di Varese fu una fucina in cui sperimentare criteri estetici e museografici sempre nuovi e diversi. La collezione ha riunito le maggiori opere dei più grandi artisti a partire dall’arte europea del dopoguerra, al Minimalismo di Dan Flavin e Donald Judd.

Esperienza in un ex bunker

Emblematico è il caso della Sammlung Boros a Berlino, un ex bunker antiaereo riqualificato nel 2003 da Jens Casper, e trasformato in uno spazio espositivo dai collezionisti Christian e Karen Boros. L’ex bunker è diventato uno dei simboli della riqualificazione architettonica di Berlino e modello internazionale dell’architettura tedesca. La casa-museo si trova nel cuore del Mitte, quartiere vivace e centrale della città, e si snoda su 5 piani che ospitano all’incirca 500 opere di artisti del calibro di Ai Weiwei, Olafur Ellason o Damien Hirst. L’attico accoglie l’abitazione dei due coniugi, mentre i quattro piani sottostanti comprendono oltre 80 piccole stanze dove è esposta la collezione.

La Charles Riva Collection

Sempre all’interno di un elegante palazzo storico, nel centro di Bruxelles, sorge la Charles Riva Collection di proprietà di Charles Riva. Di origini franco-italiane e collezionista da oltre 20 anni, Charles Riva  (nella foto) è oggi uno dei più noti collezionisti internazionali ad aver scelto di rendere accessibile al pubblico la propria raccolta di opere d’arte e perfino i lavori esposti all’interno del proprio appartamento privato. Appassionato d’arte fin da piccolo ed ex mercante, Riva ha inaugurato la sua galleria nel 1997; parallelamente all’attività di gallerista, ha iniziato a collezionare i lavori degli artisti che sceglieva di esporre. La scelta di aprire uno spazio dedicato alla collezione è arrivata nel 2009, quando la Charles Riva Collection ha ufficialmente inaugurato all’interno di una casa del Novecento di proprietà del collezionista.

Opere in appartamento

La collezione, definita da Riva la propria “ossessione”, è composta da circa 300 lavori e si focalizza principalmente sugli artisti americani, per cui il collezionista nutre un particolare interesse. La decisione di aprire la propria collezione a Bruxelles è attribuibile da un lato alla volontà di valorizzare in Europa autori americani contemporanei poco noti, dall’altro al desiderio di consentire ai visitatori di vivere un’esperienza artistica in un contesto privato. Per questo è possibile, su appuntamento, accedere all’appartamento personale del collezionista, posizionato al piano superiore degli spazi della collezione. L’appartamento apre anche in occasione delle inaugurazioni delle due mostre annuali su cui si basa la programmazione della Charles Riva Collection, che in questo decennio d’attività ha presentato opere di artisti del calibro di Mike Kelley, Paul McCarthy, Robert Mapplethorpe, Frank Stella e Christopher Wool.

 


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