La sfida dell’economia reale

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Private di Private16 gennaio 2020 | 06:34

Sui mercati finanziari è il prezzo che guida le vendite e gli acquisti e i prezzi si muovono continuamente. È questa logica, spesso poco comprensibile per i non addetti ai lavori, che allontana il mondo della finanza dal mondo dell’economia e spiega perché la finanza appaia talvolta antagonista rispetto al mondo dell’economia reale, al cui centro c’è il valore delle imprese su cui gli investimenti vengono effettuati e non il prezzo che hanno sul mercato. Oggi però è possibile allargare le prospettive di investimento per il cliente.

 

A caccia di opportunità

Avere azioni o debito privato di un’azienda può, con il giusto orizzonte temporale (e la giusta diversificazione), offrire grandi opportunità di rendimento andando a cogliere trend che possono stravolgere le regole a cui siamo abituati nel mondo del quotato. Le aziende italiane quotate sono all’incirca 340 contro circa 30 mila aziende, vive e vegete, che fatturano e che non sono rappresentate in borsa. E soprattutto contro circa 140mila aziende, piccole e medie imprese, che rappresentano la spina dorsale della nostra economia. Nel nostro Paese ci sono tante opportunità che necessitano solo di essere maggiormente presidiate in modo professionale e industriale per offrire opportunità ad aziende e risparmiatori. Cambiare è logico quando è opportuno.

 

Finanza democratica

Una migliore performance per l’investitore è ottenibile solo con strumenti diversi, che rispondono a logiche di investimento diverse. Questa può essere una cosa buona, oltre che opportuna, soprattutto in momenti in cui il mercato è molto volatile e i ritorni sono sempre più difficili da ottenere senza esporsi a rischi più elevati. Grazie alla diffusione di nuovi strumenti, più “democratici” e con soglie molto più contenute rispetto al mercato abituale dei private markets, sarà possibile accedere a queste nuove asset class nel mondo del non quotato che oggi in Italia è già molto più grande del mondo quotato (circa 600 miliardi di euro contro 60 miliardi di euro). Si tratta di nuove forme di investimento che contribuiscono al rilancio del sistema paese Italia offrendo nel contempo nuove alternative ai risparmiatori e alle aziende che cercano strumenti per la crescita lontani dal tradizionale mondo del credito bancario ormai sempre più limitato e lontano dalle vere esigenze delle aziende.

 

 


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