Risparmio gestito, il team dei super-uomini del futuro

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Private di Private 3 Febbraio 2020 | 06:38

La tecnologia sta cambiando i mercati obbligazionari e le società finanziarie che ignorano questa realtà lo fanno a loro rischio e pericolo. Ma ciò che conta davvero non è solo la tecnologia di cui si dispone, bensì il modo in cui la si usa. “A nostro parere, il futuro della generazione di alfa in ambito obbligazionario risiede in un team di esseri persone di talento arricchito da macchine intelligenti: Iron Men e Iron Woman”, commenta Giovanni De Mare, director Italy sales di AllianceBernstein. “Una volta creato un team di abili professionisti, lo si dota della tecnologia di cui questi hanno bisogno per trovare le obbligazioni migliori, costruire i portafogli migliori e ottenere i risultati migliori. I tempi sono maturi per l’intelligenza umana aumentata”.

Nuovo contesto di mercato

L’inasprimento delle politiche monetarie tende ad alimentare la volatilità di mercato, creando maggiori opportunità; ma può anche causare una paralisi improvvisa dei mercati, spingendo alcuni gestori obbligazionari a mantenere posizioni che i loro clienti preferirebbero chiudere. “I gestori dovranno usare la tecnologia per monitorare ogni angolo del mercato 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, scoprendo e cogliendo rapidamente le opportunità inattese”, sottolinea De Mare.

Generazione di alfa

La generazione di alfa, nella visione di AB, non dipende solo dall’avere i professionisti più intelligenti o gli algoritmi quantitativi più avanzati, bensì richiede una combinazione di entrambe le cose, nonché un processo che incorpori la tecnologia in ogni fase per consentire agli esseri umani di prendere decisioni di investimento migliori e più rapide. “Si tratta di scegliere un asset manager che abbia una comprovata capacità di trovare soluzioni innovative per risolvere problemi spinosi e che consenta ai suoi dipendenti a tutti i livelli di proporre idee che favoriranno ulteriore innovazione in futuro”, aggiunge De Mare. “La tecnologia non risolverà mai tutti i nostri problemi, e le decisioni dovrebbero sempre restare in capo agli umani. Ma ciò che la tecnologia può fare è rendere più intelligenti, veloci e creativi gli investitori che sanno come utilizzarla”, aggiunge l’esperto.

Divisione dei compiti

Dunque, l’investitore obbligazionario sofisticato di domani beneficerà della divisione del lavoro tra uomo e macchina. I computer macineranno montagne di dati a velocità supersonica, individuando immediatamente pattern e schemi ricorrenti. “Gli esseri umani si daranno al pensiero astratto e alla pianificazione strategica di alto livello, due attività ancora molto difficili da codificare alle quali potranno dedicare più tempo”, spiega Di Mare. Questa sinergia in realtà è solo un mezzo per raggiungere un fine. “Il risultato finale è la capacità di arrivare sul mercato ed eseguire le operazioni in modo più rapido, di integrare e sfruttare analisi di investimento esclusive”, conclude.

 

 

 

 

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