Credit Suisse, il wm traina i conti

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Private di Private 14 Febbraio 2020 | 08:07

Il piano di ristrutturazione, fatto di tagli ai costi e azioni per aumentare l’efficienza, dimostra di funzionare.La divisione international dell’istituto elvetico ha chiuso il 2019 con un utile pre-tasse in progresso del 25% nel confronto annuo, a quota 2,1 miliardi di franchi svizzeri (1,97 miliardi di euro). Bene anche la dinamica dei ricavi netti, saliti del 9% 2018.

Nel private banking l’utile pre-tasse si è attestato a 1,7 miliardi, in crescita del 25%, con ricavi a +10%. La raccolta netta del 2019 è arrivata a 11 miliardi di franchi, con un tasso di crescita del 3%.

Ora si attende di capire se verranno fissate nuove linee guida alla luce del cambiamento al vertice dell’istituto.  Infatti una settimana fa  il ceo Tidjane Thiam ha annunciato le sue dimissioni, accettate dal consiglio di amministrazione all’unanimità. A succedergli è Thomas Gottstein, fin qui alla guida della filiale elvetica dell’istituto. 

Thiam, al vertice della banca da circa quattro anni e mezzo, ha ricevuto dure critiche negli ultimi mesi in merito allo scandalo dei pedinamenti ai top manager, in particolare l’ex capo del wealth management Iqbal Khan poi passato a Ubs. “Ho concordato con il consiglio di amministrazione che lascerò la banca – ha spiegato l’ormai ex ceo – sono orgoglioso di ciò che la squadra ha realizzato durante il mio mandato”. Thiam ha inoltre nuovamente sottolineato che non era a conoscenza dei pedinamenti dei top manager di Credit Suisse, “ma indubbiamente questo fatto ha danneggiato la banca e ha portato a incertezza e sofferenza. Mi dispiace per quello che è accaduto, non sarebbe mai dovuto succedere”.

 

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