Private banking, le conseguenze della possibile fusione Intesa-UBI

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di Luigi Dell'Olio 18 Febbraio 2020 | 07:07

Se andrà in porto l’acquisizione di UBI Banca da parte di Intesa Sanpaolo, il mercato del private banking conoscerà un processo di forte concentrazione verso l’alto.

L’istituto di Ca’ de Sass già oggi è il leader in Italia con una quota intorno al 16%, contro il 9% di Unicredit. UBI Top Private è quarta con poco meno del 4% (alle spalle di Banca Generali), per cui la fusione darebbe vita a una realtà capace di controllare da sola un quinto di tutto il private banking italiano. Si verrebbe dunque a creare una forza d’urto eccezionale, in una fase in cui le dimensioni fanno la differenza per economie di scala e capacità d’investimento.

La fusione darebbe vita inevitabilmente vita anche a una serie di semplificazione nelle strutture di vertice, con l’uscita di top manager per evitare sovrapposizioni. Oggi UBI Top Private è guidata da Riccardo Barbarini, mentre alla guida di Fideuram Intesa Sanpaolo PB è in arrivo Tommaso Corcos, proveniente da Eurizon.

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